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Rincaro bolletta elettrica, il governo alla ricerca di una soluzione definitiva

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L’annuncio, anzi, l’allarme, è stato lanciato dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani: “Lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenta del 40%”. Una notizia che non ha fatto dormire sonni tranquilli a milioni di italiani, scossi dalle parole dell’esponente dell’esecutivo, che ha motivato il rincaro adducendo alla crescita del prezzo del gas a livello internazionale. Le blande rassicurazioni del Ministro non sono riuscite a placare gli animi dei cittadini, abituati da tempo al progressivo aumento della bolletta elettrica. Negli scorsi giorni, in un’altra dichiarazione alla stampa, Cingolani ha promesso il massimo impegno per ridurre l’impatto nelle tasche degli italiani: “Il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie”.

Di certo non un fulmine a ciel sereno in un momento storico complesso e ingarbugliato, che ha visto il paese precipitare in una nuova crisi economica a causa dell’emergenza sanitaria. Le circostanze sfavorevoli hanno portato alla chiusura di numerose attività e all’aumento del tasso disoccupazione, effetto della perdita di migliaia di posti di lavoro. Un terremoto politico e sociale, che rischia di essere aggravato dal nuovo rialzo della bolletta elettrica, un’eventualità che il premier Mario Draghi vuole evitare con tutte le forze. È principalmente per questo motivo che il gabinetto da lui presieduto è impegnato in queste ore nella scrittura di un provvedimento strutturale atto limitare i danni del rincaro nel prossimo trimestre. Un proposito che ha visto il premier impegnarsi in prima persona pur di trovare le risorse per sbloccare il taglio immediato di tre miliardi nelle bollette degli italiani.

“L’energia non è un bene di lusso” ha tuonato il segretario confederale della CGIL Emilio Miceli. Parole forti, immediatamente recepiti da Cingolani e i suoi colleghi, alle prese in queste ore con il difficile compito di recuperare risorse per evitare il temuto aumento. Molteplici le proposte sul tavolo, tra le quali figurano il taglio dell’Iva sull’energia, la manovra sugli oneri di sistema, e un bonus sociale. La prima intenzione è la più audace nonché la più irrealizzabile, dato che bisognerebbe ridurre al 4% l’Iva per le utenze domestiche. La seconda punta a emulare i provvedimenti del premier spagnolo Pedro Sanchez, che nel paese iberico ha abbassato la tassa sull’elettricità dal 5,15 allo 0,5% e limitato gli incrementi del gas al 4% dal 28%. La terza proposta prevede invece l’erogazione di sussidi e bonus per le famiglie meno abbienti, un ripiego che però non risolverebbe definitivamente un problema che attanaglia gli italiani ormai da decenni. Il tema, vista l’urgenza, potrebbe arrivare sul tavolo già nel prossimo Consiglio dei Ministri, seppur nella maggioranza regnino inconciliabili divergenze di vedute riguardo un tema ormai divenuto prioritario nelle agende dei principali leader mondiali.

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.