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Riceviamo e pubblichiamo: il presidente dell’associazione Anida Onlus incontra il consigliere Borrelli

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In una recente intervista rilasciata a Campania Felix, il presidente dell’associazione Anida Onlus, che tutela i diritti r i disabili, dimostra ancora una volta la sua lotta e battaglia per difendere i suoi diritti e di tutti coloro che egli rappresenta.

Infatti, all’incirca 3 mesi fa, lo s stesso aveva posto il problema in regione Campania per il rilascio dei contrassegni, in quanto, forse, rilasciati con troppa facilità e per far rivedere i regolamenti per il rilascio. Sono passati 3 mesi, ma purtroppo la cosa sembra essere rimasta lettera morta.

“Nonostante la buona volontà dimostrata dal presidente Borrelli e da tutta la Giunta– ha asserito Sannino – sono passati 3 mesi dalla nostra richiesta, e sembra che si stia perdendo nei “labirinti” dell’amministrazione- prosegue- per quanto ne sappia, la questione è stata inviata al coordinatore del sistema sanitario Regionale Dottor Postiglione che, a loro volta, devono rielaborare questa delibera Regionale, riportarla in Giunta e organizzarsi per rimodulare questa legge. Mi spaventa il passare del tempo e che la cosa resta ancora nel medesimo stato non solo nella nostra Regiona, ma in tutta Italia!. In effetti la situazione, in merito al rilascio del contrassegno H è alquanto incresciosa in quanto nella sola Campania ci sono oltre 100mila contrassegni, mentre in Italia si supera il Milione. – spiega- In effetti molte persone hanno il contrassegno quando non dovrebbero averlo. Bisognerebbe ripartire dalle delibere regionali in quanto il rilascio nasce dal DPR (Decreto del Presidente della Repubblica) del 1992 che prevede il rilascio del contrassegno a chi ha seri problemi motori. Inizialmente era abbastanza rigido, in seguito sono stati allargati i criteri valutativi tramite cui i medici e commissioni hanno la possibilità di poter fornire, anche impropriamente, il contrassegno. Dunque siamo arrivati a un punto tale da non poter più gestire questa situazione. Noi, come associazione, chiediamo di avere una banca dati, in quanto se un soggetto ha una patologia invalidante e possiede una patente di Tipo B con il tempo non sarebbe nemmeno più in grado di guidare , ma come mai non vi sono controlli adeguati per verificare ciò e quindi togliere il contrassegno agli stessi che in effetti non possono più guidare? Già solo pensando a questo notiamo che tanti contrassegni esistenti in effetti, non dovrebbero più esserci.– conclude- Noi chiediamo dunque che la vicenda venga rimessa in auge che si discuta seriamente del problema e che non resti assolutamente lettera morta e continueremo a batterci senza sosta per questo!” . Ecco di seguito il link per vedere l’intervista:

 

 

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Giornalista pubblicista laureata in letteratura, amo questo lavoro e soprattutto raccontare liberamente la realtà dei fatti, senza remore. Tenace e appassionata della mia professione, ritengo l'attività giornalistica, dopo decenni di esperienza, preziosa e entusiasmante che contribuisce a una crescita morale e intellettiva.