di Luisa Marro – L’idea nasce dopo il viaggio della memoria che ho fatto 15 gg fa  e l’ho fatto per la seconda volta e continuerò a farlo. dunque, volevo fortemente condividere questa esperienza e soprattutto invitare tutti a riflettere non solo sui fatti della shoah ma su tutte le torture che fanno parte del presente.

Innanzitutto devo dire che da anni volevo fare questo viaggio, volevo andare ad auschwitz , ma non volevo andarci come viaggio turistico. Perche’ non si puo’ andare ad aushwitz come escursione da cracovia  mentre si fa un viaggio turistico. no, Auschwitz ha bisogno di un viaggio dedicato perché Auschwitz  e’ un viaggio nella storia, e’ un viaggio nella perversione della mente umana, e’ un viaggio nell’animo umano , e’ un viaggio nella ricerca della speranza. quindi, se si vuole andare ad Auschwitz  facendo il viaggio della memoria bisogna essere preparati psicologicamente.

Quando sono partita tutti mi dicevano “ ah che bello, parti, ti riposi un paio di giorni” non sapendo ovviamente che nel viaggio della memoria non ti riposi né fisicamente ne’ mentalmente perche’ e’ un’esperienza molto forte. altri invece mi dicevano: ma perche’ ci ritorni se ci sei già stata? ebbene io credo che chi ci va una volta poi ha voglia di ritornarci, ad Aushwitz c’e’ una strana attrazione che io mi spiego solo in un modo: il desiderio di spiegare qualcosa che non e’ spiegabile, trovare una ragione,una giustificazione sapendo che non e’ possibile.

E aggiungo che quando sono andata per la seconda volta ad Aushwitz che è il campo 1 e a Birkenau che è il campo 2 , le  emozioni sono state come quelle della prima volta: stupore, meraviglia, incredulità, perche’ e’ uno scenario a cui e’ difficile abituarsi.

Tutti abbiamo sentito di parlare della storia della Shoah , dei campi di concentramento e di  quelli di sterminio ma con il viaggio della memoria i fatti diventano reali. Perche’  quando la guida di storia ti racconta dei particolari , tu cominci a vedere più da vicino quella storia. E quando percorri in silenzio la strada  nel campo di birkenau che ti conduce verso le camere a gas che stanno vicino al forno crematoro, cominci a sentirti parte di quella  storia.

Tanti film abbiamo visto che rendono ben descrivono quegli eventi e  quei  luoghi  ma quando si è lì sembra che nessuna descrizione vada bene , perche quando si è lì ti senti addosso il respiro delle vittime, senti nitide le grida mentre stanno nella camera a gas e si accalcano l’una sopra l’altra mentre stanno soffocando  e cercano aria.

Nel campo 1 cioè Aushwitz ti soffermi sulle foto e cominci a vedere quanto  tempo ciascuna persona e’ stata li. Se sono arrivasti a giugno o luglio sono arrivati a vivere fino a dicembre –gennaio. quelli che sono arrivati a ottobre sono morti per dicembre. Quindi quando vediamo le scene dei film riguardanti la vita nei campi, dobbiamo  ricordare che il tutto duravaun paio di mesi poiche’ tra fame, freddo, botte, e torture varie era impossibile sopravvivere.

Quest’anno sono stata anche nel campo di sterminio di Madjanek  ai confini con la Bielorussia. questo campo ha visto 45 mila ebrei gassati e cremati ed era noto perche le ss gareggiavano tra loro nel cercare il modo più divertente per torturare gli ebrei.

La serata  ha avuto come colonna sonora le musiche della pianista Antonella De Pasquale  e del  flauto solista Francesco D’Acunzo; le musiche scelte per questa serata hanno reso il giusto senso di memoria e speranza a tanta sofferenza.

Ho organizzato l’evento con l’associazione la fonte delle muse  e con il supporto del prof Ludovico Silvestri.

 

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