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“Respirando arte” nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo

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Filippo_GiacomoL’Associazione culturale “Respiriamo arte”, fondata da giovani studenti e laureati nei vari rami di beni culturali, ha adottato da maggio 2015 con l’appoggio del parroco, la  chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, sita in via San Biagio dei Librai. I giovani, con tanto impegno e voglia di riscatto, grazie all’offerta di tour ed eventi, gestiscono questo luogo per conservarlo e valorizzarlo, al fine di renderlo agibile e conosciuto a tutto il popolo napoletano e ai turisti. L’edificio fu voluto fortemente nel XVI secolo dai tessitori nella zona. Infatti la chiesa era gestita da una corporazione laica, la Corporazione dell’arte della seta, voluta da Ferdinando I d’Aragona nel 1477, corporazione importantissima non solo per tutti i mercanti del posto, ma essenziale polo di importazione di seta grezza ben oltre il Regno di Napoli. La chiesa presenta una navata con cappelle laterali, un importante soffitto affrescato, e un pavimento maiolicato dei fratelli Massa, conosciuti soprattutto per il chiostro di Santa Chiara. La facciata esterna presenta due statue, rappresentati i Santi Filippo e Giacomo, realizzate da Giuseppe Sanmartino, celebre per il Cristo Velato. Grazie al lavoro dell’associazione, sono stati riportati alla luce altri ambienti, inaccessibili dal terremoto dell’Ottanta, ma oggi messi in sicurezza, ripuliti e dotati di illuminazione, agibili a chiunque voglia conoscere questo posto ricco di storia. Ad esempio è possibile visitare sul lato sinistra dell’entrata una Sacrestia settecentesca che conserva l’altare originario ligneo della chiesa realizzato dall’intagliatore Marc’Antonio Tibaldi, la quale conduce ad un altro ambiente, interno ad un cortile e su cui quindi affacciamo dei palazzi, caratterizzato da resti archeologici romani e dal calpestio della strada aragonese. Spingendosi verso l’altare, sono visibili i resti della prima cappella che fu realizzata in questo posto e dedicata ai SS. Filippo e Giacomo, ed inoltre un’antica stradina che conserva ancora gli appoggi dei balconi dei palazzi che inglobarono la cappella. Infine, ma non per importanza, entrando in una botola, si arriva all’ipogeo che presenta un altarino e la terra santa. Il lavoro di studio e di recupero continua grazie al lavoro dell’associazione, che non vuole fermarsi qui ma spera che questo sia solo un punto di partenza non soltanto per questo complesso ma per tutti quei luoghi chiusi abbandonati all’incuria e che potrebbero risplendere e offrire opportunità di crescita sociale e culturale.

 

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Storica dell'arte, addetta all'accoglienza turistica Regione Campania. Ama l'arte in tutte le sue poliedriche sfaccettature, dalla letteratura al cinema, dal teatro alle mostre museali, il tutto condito dalla passione per la cucina meridionale. La citazione che più la rappresenta appartiene ad Oscar Wilde:"Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere".