130326003-6f54bde1-0b8b-4ca6-a20e-8b864e4f27d7A pochi giorni dal vertice – molto contestato – su Bagnoli, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è rivolto alla città di Napoli, attraverso il suo profilo ufficiale Facebook, affermando: “Dopo le proteste organizzate contro la visita di Bagnoli lo scorso mercoledì ho pensato che fosse giusto tornare a Napoli. Le Istituzioni non hanno paura di chi tira sassi o sa solo urlare”. Durante, poi, il suo intervento a Pietrarsa per gli Stati Generali del turismo, il premier ha annunciato 1 miliardo per i beni culturali, convinto che “la gestione culturale deve diventare patrimonio nazionale, un pezzo dell’orgoglio della nostra identità. Le cose le facciamo ma non serviranno se non parte un’operazione educativa e culturale per la quale essere italiano significherà essere sinonimo di bellezza, di talento, non serviranno se continuiamo a credere a quelli che se c’è un dato guardano a quello negativo”.
Insieme al Ministro della Cultura, Dario Franceschini, Renzi ha quindi visitato il Parco e il Museo di Capodimonte, con la presenza del direttore Silvayn Bellenger, per poi spostarsi proprio a Pietrarsa, poco distante da Napoli. Lì è stato accolto dal governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, dal sindaco di Portici Nicola Marrone, dal prefetto Gerarda Pantalone, dal sottosegretario alla giustizia Gennaro Migliore, dall’eurodeputato Pina Picierno e da Mauro Moretti, presidente di Fondazione Ferrovie dello Stato. All’evento hanno preso parte anche Valeria Valente, candidata a sindaco di Napoli per il centrosinistra, il segretario regionale del Pd, Assunta Tartaglione e il segretario provinciale Venanzio Carpentieri.
Con la giornata di sabato, pertanto, Renzi ha provato a ricucire i rapporti con i napoletani: con alcuni ha discusso, infatti, di pensioni, dei casi di Bagnoli e Pompei, delle infrastrutture, del problema della disoccupazione, della legalità, della scuola. “Discutere di problemi reali, concreti, senza il filtro delle realtà organizzate mi piaceva da morire anche quando ero sindaco, a maggior ragione oggi” ha concluso il premier.

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