“Arriva oggi in Commissione l’ennesimo debito fuori bilancio, questa volta sul reddito di cittadinanza e per una cifra che sfiora il milione di euro. I cittadini campani stanno ancora pagando per una scelta scellerata compiuta dalla Regione nel 2004 e abrogata nel corso della scorsa legislatura. La ragione è semplice: non tutti coloro che avevano i requisiti secondo la legge regionale (reddito annuo inferiore a 5 mila euro) poi sono risultati beneficiari di questa misura assistenzialistica e riparativa. Si preferì l’erogazione monetaria di 350 euro al mese, l’importo massimo, soltanto per una parte della platea degli aventi diritto”. Lo sottolinea in una nota Ermanno Russo, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente della Commissione Bilancio.

“Si trattò di una decisione illegittima, che la Suprema Corte di Cassazione a sezioni unite ha prontamente rilevato, per la verità già nel 2010, condannando oggi Palazzo Santa Lucia al pagamento delle somme”, spiega Russo, che poi rincara: “Sarebbe bene che chi in questi mesi ha costruito le proprie fortune elettorali sul reddito di cittadinanza, tentando ora di camuffarlo e spacciarlo per una misura temporanea rivolta a chi ha perso il lavoro (che è un’altra cosa e rientra tra gli ammortizzatori sociali) o per salario minimo garantito, impari dagli errori commessi nel passato smettendola di ingannare gli italiani”.

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