Massimo-AndreiCos’hanno in comune un barbiere omicida ed uno scrivano sempre affamato? Apparentemente nulla, se non fosse per il fatto che entrambi sono personaggi della storica Cantata dei Pastori, opera del teatro religioso che ha visto la sua fortuna verso la fine del 700. Parliamo di Razzullo e Sarchiapone, due dei personaggi della storia che narra, con linguaggio a cavallo tra il sacro e il profano, della nascita di Gesù e delle peripezie affrontate da Maria e Giuseppe lungo il cammino verso Gerusalemme, ostacolato in tutti i modi dagli insidiosi Diavoli. La sua rivisitazione in chiave comico moderna andrà in scena sul palco del Teatro delle Palme a partire dalla sera di Natale fino al 12 gennaio. Regia di Massimo Andrei, musiche ed elaborazioni di Carlo Faiello, straordinaria coppia teatrale Casillo-Mauriello nell’interpretazione di Razzullo e Sarchiapone. Uno spettacolo da non lasciarsi scappare soprattutto se si vuole approdare al Natale in un modo del tutto alternativo. Il Giornale di Casoria, interessato all’evento, non si è lasciato sfuggire l’occasione ed ha scambiato quattro chiacchiere con il regista Massimo Andrei. Ecco una breve presentazione al lettore di quest’artista eccezionale. Massimo Andrei nasce a Napoli, si laurea brillantemente in Lettere, frequenta da sempre il mondo del teatro napoletano iniziando con una gavetta “scarpettiana”. Attore, regista, scrittore e autore, si alterna tra teatro, cinema, radio e televisione. Poliedrico e pluripremiato per le sue doti artistiche, Massimo ci dona generosamente il suo tempo per spogliarsi della sua arte e raccontarsi anche come uomo. La sua figura austera e longilinea, apparentemente spigolosa, si rivela subito nella sua infinita umiltà. Massimo ci racconta delle sue origini orgogliosamente partenopee che si sono espanse in realtà provinciali quali quelle di Casoria, Afragola e Frattamaggiore, scenari di alcuni ricordi di gioventù. Immediatamente ci viene da domandargli quale sia il suo rapporto con la territorialità provinciale e quali aspetti sociali abbiano maggiormente influenzato la sua formazione artistica. “Sono stato tanto fortunato a nascere nella città di Napoli, altrettanto fortunato a viverne la provincia, con tutti i suoi colori e le sue ombre. La vita quotidiana di persone semplici, impegnate nell’affrontare gioie e dolori che accomunano tutti, situazioni in cui tutti ci siamo trovati almeno una volta, che io ho fatto mie rimanendone affascinato a tal punto da volerne approfondire gli aspetti più viscerali. Incantato dalla meravigliosa umanità ma consapevole nello stesso tempo che esiste un rovescio della medaglia. La miseria che ci circonda è prevalentemente culturale. Nessun pietismo in merito ma solo conoscenza. E’ conoscendo la realtà di cui facciamo parte che si può contribuire  a renderla migliore, influenzandola positivamente con il proprio pensiero, il dialogo e le proprie azioni”. Certo, osservare con incanto quasi fanciullesco la realtà circostante è meraviglioso ma, come si sopravvive in questo mondo così incattivito da “furbesca cazzimma” ed iper tecnologia? Dalla nostra conversazione, arricchita dal sapore di un buon caffè, emerge un prezioso insegnamento che siamo felici di condividere coi nostri lettori. Acquista consistenza il pensiero, a volte scoraggiato e scoraggiante dagli eventi, secondo il quale, riconoscere il valore morale e sociale di noi stessi, facendo propria l’idea di meritare una vita dignitosa, sarebbe un ottimo punto di partenza. Ancora meglio poi, sarebbe fare amicizia con le proprie radici, non rinnegandole bensì dando ad esse un valore nuovo, riscoprendole ( ancora un inno alla conoscenza ) ed apprezzandole e, perché no, diffonderle.
1446692162_12191974_10153585064697860_4451781647820863207_nUn ritorno alle cose semplici e genuine insomma. Superare ogni specie di stagnante pregiudizio, collaborare andando avanti e dandosi da fare, sarebbe la ciliegina sulla torta. Avere il merito di civilizzare il posto in cui viviamo non è cosa semplice né cosa da poco. Se ognuno si impegnasse nel proprio piccolo, a fare la sua parte, sarebbe tutto più possibile. Se non si muove il primo passo, non si scoprirà mai dove il viaggio della vita ci vuole condurre e per muoversi ci vuole coraggio. “Non bisogna perder tempo a dire e pensare di fare cose, le si deve fare e basta!”. Il nostro incontro si conclude con un valore aggiunto, quello di sapere che in giro c’è qualcuno come Massimo che contribuisce realmente, con i fatti e non con le sole parole, a rendere migliore la realtà odierna. Questo strepitoso artista ha dato prova (per noi una conferma ulteriore ) di essere anche un uomo eccezionale, un talento nostrano ancora non sufficientemente apprezzato dalla territorialità locale verso la quale lui ha ancora tanto da offrire. Con l’augurio e la speranza che i conterranei possano meglio apprezzarlo, il Giornale di Casoria non mancherà di essere presente circa la sua rappresentazione che si terrà in questi giorni presso il teatro delle Palme.

 

 

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