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Rappezzi indecenti e cavi volanti. L’indecente panorama in Via San Giovanni Bosco

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Casoria continua a vivere uno dei periodi più bui e difficili della propria storia. Tra degrado e criminalità organizzata che avanza, la città è sempre più ostaggio dei propri numerosi handicap, che da tempo ormai le impediscono di fare il salto di qualità. In questo caso a pagarne le spese  è Via San Giovanni Bosco finita sotto i riflettori per un problema le cui cause hanno del paradossale. Come fanno notare alcuni residenti, a seguito dell’installazione della fibra ottica in città, la ditta realizzatrice dell’opera, Open Fiber, non ha provveduto a ripristinare il tratto di strada interessato dagli interventi. Una storia analoga a quella di molti altri comuni ma che in questo caso assume sfumature ancora più imbarazzanti. Oltre a non aver provveduto a rappezzare la carreggiata, divenuta oramai un vero e proprio campo di battaglia per l’assurdo numero di buche sul terreno, Open Fiber ha parzialmente devastato alcuni  dissuasori di velocità presenti sul tratto di strada, creando un’enorme problema alla comunità. Inoltre è sotto gli occhi di tutti la totale noncuranza della suddetta ditta, che non ha minimamente pensato di coprire i cavi lasciati letteralmente penzolare sulle teste dei residenti. Un vero e proprio problema, soprattutto per i più piccoli, che potrebbero subire gravi danni se malauguratamente toccassero uno di quei cavi che sono stati incautamente lasciati scoperti senza alcuna protezione. Un ritratto imbarazzante di una città ombra di sé stessa. I residenti chiedono una chiara e decisa presa di posizione dell’Amministrazione comunale, ormai da troppo tempo distante e disinteressata alle problematiche di Casoria.

 

 

 

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.