Home Politica Quirinale, Draghi favorito ma occhio a Marta Cartabia. Casini e Violante gli...

Quirinale, Draghi favorito ma occhio a Marta Cartabia. Casini e Violante gli outsider

666
0

Finalmente è il grande giorno: questo pomeriggio alle ore 15 il Parlamento si riunirà in seduta comune presso la sede della Camera dei Deputati per eleggere il nuovo Capo dello Stato, che avrà il compito di sostituire il presidente uscente Sergio Mattarella. Tanti i nomi in ballo, tra cui anche quello dell’attuale inquilino del Colle, che però da tempo si è tirato fuori dalla corsa chiudendo in più di un’occasione le porte alla possibilità di un secondo mandato. All’elezione prenderanno parte i 951 parlamentari e i 58 delegati regionali riuniti nella cornice di Palazzo Montecitorio, che accoglierà gli addetti ai lavori durante le procedure di voto. Il quorum per i primi tre scrutini è fissato a 673 preferenze, mentre, a partire dalla quarta votazione, basteranno 505 voti, pari alla maggioranza assoluta dell’Assemblea.

Grande favorito per la successione al giurista siciliano è il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, che oltre a godere di un ampio consenso super partes raccoglie attestati di stima e fiducia dalle varie cancellerie internazionali, che vedono nel Premier l’uomo migliore per succedere a Sergio Mattarella.

Non è però scontata l’elezione dell’ex governatore della BCE, la cui permanenza a Palazzo Chigi da Primo Ministro rappresenta una garanzia per evitare la fine anticipata della legislatura e quindi il ritorno alle urne durante quest’anno. È proprio per questo motivo che molti partiti sono al lavoro per trovare una candidatura autorevole e allo stesso tempo condivisa che possa rappresentare al meglio le diverse anime presenti in Parlamento. In particolare, spicca il profilo di Marta Cartabia, giurista di lungo corso nonché attuale Ministro della Giustizia, che in caso di elezione diventerebbe la prima donna a ricoprire la più alta carica dello stato. Più staccata la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, figura istituzionale che potrebbe emergere in caso di impasse prolungata.

Non mancano nel frattempo le prime indicazioni di voto da parte dei partiti, che in queste prime tre votazioni, per arginare lo scoglio del quorum troppo alto, presenteranno le cosiddette candidature di bandiera come quella di Paolo Maddalena, sostenuto dai fuoriusciti del Movimento 5 Stelle. Dal Partito Democratico, in particolare dal suo segretario Enrico Letta, è arrivata invece la proposta di votare nei primi scrutini il fondatore della comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi, già Ministro per la cooperazione internazionale nell’esecutivo guidato da Mario Monti.

Dopo il ritiro di Silvio Berlusconi dalla corsa, il centrodestra fatica a trovare una quadra al suo interno, seppur il leader della Lega Matteo Salvini abbia dichiarato di avere pronta una rosa di nomi di alto profilo da proporre ai suoi omologhi. Tra i papabili figurano diverse storiche personalità della politica italiana, tra cui Gianni Letta e Giuliano Amato, con quest’ultimo che forse più di tutti raccoglierebbe favori trasversali all’interno dell’aula. Il Dottor Sottile è infatti una personalità apprezzata sia a destra che a sinistra e molti vedono nel vicepresidente della Corte costituzionale un inquilino perfetto per il Quirinale. Resta in piedi anche il nome di Luciano Violante, il quale, benché accompagnato da un curriculum di tutto rispetto, paga la sua lunga militanza nel Partito Democratico che rende decisamente improbabile l’appoggio della sua candidatura da parte del centrodestra. Sorte analoga per Marcello Pera, filosofo ed ex esponente di Forza Italia sul quale si parla di un veto piovuto dal Partito Democratico, che mal digerirebbe una sua salita al Colle. 

In forte ascesa le possibilità di vedere eletto Pier Ferdinando Casini, che, con i suoi quasi quarant’anni in Parlamento, può definirsi un veterano della politica italiana. L’ex Presidente della Camera, da buon democristiano, vanta rapporti ottimali con tutti gli schieramenti e in queste ultime ore ha ottenuto il fondamentale sostegno del leader di Italia Viva Matteo Renzi, tra i principali sponsor della sua candidatura al Colle in caso di stallo oltre la quinta votazione. Non sono da escludere inoltre novità dell’ultima ora, dato il caos cretosi intorno a queste elezioni, senza dubbio tra le più incerte della storia repubblicana del nostro paese.

Articolo precedenteLa consulta per la disabilità di Casoria incontra la cittadinanza…
Articolo successivoLe pagelle di Napoli – Salernitana
Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.