(DI MASSIMO REA)Il buon Gadda ci avrebbe perdonato per l’ardito accostamento, ma il “giallo” di via Calvanese sta rimbalzando sui social e sulla stampa locale, finendo per sollevare proteste e domande da parte di tanti cittadini.

Mi riferisco, ovviamente, alla famigerata vicenda del mercato rionale che, da tempo immemore, si tiene appunto in via Calvanese ogni venerdì.

L’affollamento degli espositori e delle loro postazioni ammassate, il viavai dei visitatori finiscono per bloccare l’intera arteria creando, tra le altre cose, disagi notevoli a chi abita in zona.

L’area, assolutamente non attrezzata, non è provvista di un posto adibito al parcheggio, con la conseguente invasione di auto nelle strade limitrofe.

Problemi igienici, poi, vengono segnalati da molti cittadini esasperati dal dover fare i conti con ciò che resta del mercatino al termine della giornata.

Fin qui i fatti, fin troppo noti; la novità consiste nell’interessamento dell’amministrazione comunale, ripetutamente esplicitato, volto a risolvere una volta per tutte la problematica.

A quanto pare è stata individuata via Michelangelo, prospiciente il Palacasoria, come nuova sede del mercatino rionale; a testimonianza di tale volontà ci sono le strisce gialle che delimiteranno le varie postazioni, già tracciate lungo tutto il tragitto che ospiterà gli espositori.

Seppure manchi la prova dei fatti, la nuova ubicazione sembrerebbe molto più idonea e già dopo le prime indiscrezioni era parso evidente il gradimento di tutte le parti coinvolte: cittadini, commercianti e amministrazione stessa.

Il guaio è che le intenzioni finora sono rimaste tali e la traslazione del mercatino continua a slittare.

Da qui la preoccupazione dei cittadini residenti in zona i quali, già esasperati dal problema, temono di vedere svanire una soluzione già assaporata.

A quanto pare allo stato attuale delle cose non esiste, nero su bianco, un documento che chiarisca tempi e modalità della realizzazione del progetto, per cui ci si domanda se e quando il nuovo mercatino rionale vedrà la luce.

Non ce ne vogliano il sindaco Fuccio e gli assessori della Giunta, ma pur riconoscendo che la macchina amministrativa sia complessa e gravata da una burocrazia assurda, i cittadini casoriani non ne possono più di proclami e slogan puntualmente disattesi.

I problemi, dalla sicurezza allo stato vergognoso delle strade (per citarne alcuni) sono ancora tutti lì, a prova di rivoluzioni promesse; quando si presenta un’occasione per fare bene sarebbe, perciò, opportuno fare ogni sforzo possibile per approfittarne così da ricostruire quel rapporto di fiducia tra cittadini ed amministratori, senza il quale è impossibile andare avanti.

Rebus sic stantibus, la fiducia dovrà aspettare ancora…

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