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Proxima b, l’esopianeta più vicino alla terra forse è un immenso oceano

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catturaSul pianeta che ruota attorno alla stella più vicina a noi c’è, probabilmente, acqua liquida in superficie: perciò, forse, c’è anche vita.

Forse ricorderete che la scorsa estate era stata annunciata la scoperta di un pianeta nei pressi del Sistema della stella Proxima centauri, il pianeta esterno al Sistema Solare più vicino a noi. All’epoca era stato battezzato con il nome di Proxima b e ne erano già state fornite le prime caratteristiche: una massa pari a 1.3 volte quella della Terra, solo il 30% in più insomma, ruota attorno alla sua stella di riferimento in soli 11 giorni e poco più, l’anno di Proxima b dura quindi meno di due delle nostre settimane. Inoltre, importantissimo, sta in quella zona attorno alla sua stella che gli scienziati chiamano Goldilocks, in cui è possibile la presenza di acqua liquida e di condizioni potenzialmente favorevoli alla presenza di vita. In parole più semplici è abbastanza lontano dalla sua stella madre per non essere bruciato dal suo calore ed è però abbastanza vicino da non essere in zone troppo fredde.

La scoperta ha generato grande entusiasmo tra la comunità scientifica. Per la vicinanza (relativa) certo, ma anche per la possibilità che il pianeta, roccioso e con massa simile quella terrestre, sia potenzialmente abitabile, trovandosi nella cosiddetta zona temperata. Prima che Proxima b fosse scoperto, David Kipping e il suo team della Columbia University di New York, avevano trascorso più di 40 giorni tra il 2014 e il 2015 a caccia di pianeti in orbita intorno a Proxima Centauri, utilizzando il telescopio spaziale Most. “La scoperta di questo pianeta è stata incredibile”, spiega Kipping al NewScientist “Si tratta, infatti, di un pianeta di massa simile a quella della Terra, alla giusta distanza dalla sua stella per poter permettere la vita”.

Quello che è difficile da determinare è il raggio del pianeta, un elemento molto importante per risalire ad altri parametri fondamentali. Per calcolare il raggio di Proxima b i ricercatori sono partiti dalla massa del pianeta, formulando alcune

ipotesi sui costituenti del suo interno, che non devono essere molto diversi da quelli della Terra, e hanno elaborato alcuni possibili risultati. Il raggio del pianeta sarebbe compreso tra 0,94 e 1,40 il raggio della Terra (circa 6.370 km).

I casi ipotizzati sono due. Nel primo, ovvero se il raggio fosse di circa seimila chilometri (0,94 quello della Terra), il pianeta potrebbe essere molto denso e possedere un nucleo metallico che costituirebbe i due terzi della massa totale. In questa circostanza la quantità di acqua superficiale costituirebbe circa lo 0,05 per cento della massa totale del pianeta, molto simile a quella della Terra, che è di circa lo 0,02 per cento.

Se, al contrario, Proxima B avesse un raggio di 8.920 km, potrebbe essere composto per il 50% da roccia e per il 50% da acqua. In questo caso il pianeta avrebbe un solo, immenso oceano, profondo 200 km. A quelle profondità la pressione sarebbe così elevata che l’acqua si trasformerebbe in ghiaccio fino al confine con il mantello, a 3.100 km di profondità.

Due scenari contrapposti, che non escludono “configurazioni” intermedie e che, soprattutto, sono compatibili con la presenza di acqua liquida: ossia di una condizione essenziale allo sviluppo della vita per come la conosciamo.

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Nato a Napoli nel 1989, ha lavorato nel mondo della moda dall’età di 18 anni, sfilando con molti brand nazionali e non. Abbandonato il mondo della moda per continuare gli studi, si è Laureato in Relazioni Internazionali e Diplomatiche. Appassionato di politica internazionale, economia, sport e fotografia, decide di aprire un blog: www.raffaeledelmondo.com, per condividere il suo amore per la moda e l’healthy food.