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Proposta Fiano: Apologia o Propaganda?

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di Massimo Rea – La recente proposta di legge del deputato PD Emanuele Fiano, volta a combattere la propaganda del fascismo attraverso la vendita di gadget e souvenir, è destinata a far discutere.

A gettare benzina sul fuoco, il caso della spiaggia di Chioggia e delle ronde di CasaPound a Ostia, contro i venditori abusivi in spiaggia.

A dire il vero, tale proposta desta più di una perplessità, persino in ambienti di sinistra. Una opinione tra tutte, quella di Peppino Caldarola, in passato direttore dell’Unità, che ha scritto un editoriale interessante circa l’opportunità di intraprendere un simile cammino in parlamento.

Il giornalista si riferisce evidentemente alle già esistenti previsioni normative che riguardano l’apologia del fascismo come la Legge Scelba (n. 645 del 20/06/1952) e la Legge Mancino (n. 2015 del 25/06/1993) la quale vieta le discriminazioni razziali, etniche e religiose, anche attraverso slogan o attività connesse al fascismo.

Dunque, se le leggi già ci sono, non basterebbe applicarle? Nel caso di Chioggia bastava intimare al gestore di rimuovere tutti  i cartelli inneggianti al Duce o al Fascismo. E riguardo i militanti di CasaPound, sarebbero bastati i vigili urbani o una pattuglia dei Carabinieri.

Perché, invece, se n’è fatto un affare di stato? Possibile che sia solo un tentativo per racimolare voti in vista della prossima tornata elettorale?

Già abbiamo assistito al repentino cambio di rotta di Renzi e di Boldrini, imperitura paladina dell’immigrazione, sulla sostenibilità degli sbarchi. Lo stesso ex premier si è detto improvvisamente favorevole ad un netto taglio delle tasse, quindi non stupirebbe l’ennesimo palese tentativo di fare propaganda su temi avversati appena qualche settimana fa.

Quello che però stupisce è, una volta di più, una certa arroganza nel trattare temi che meriterebbero più attenzione. Con un atteggiamento che ha sempre contraddistinto questo Governo, sia Fiano che Renzi hanno risposto in maniera seccata e perentoria alle critiche rivolte alla proposta, in particolare dal M5S.

Entrambi hanno parlato di ignoranza e di necessità di studiare la storia, eppure chi parla con tanta padronanza di storia ma utilizza avventatamente dei parallelismi tra fascismo e nazismo (chi la storia l’ha studiata davvero sa che sono movimenti profondamente diversi), oppure evita accuratamente di accennare ad altri tipi di violenze ideologiche, non sembra poi padroneggiare la materia con così tanta autorevolezza.

Il buon Pansa ricorderà le incursioni delle ronde rosse alla presentazione del suo libro “Il sangue dei vinti”, perché ritenuto colpevole di revisionismo “fascista”.

Dunque, secondo un certo tipo di “storico”, non esisterebbero circa 80 milioni di morti solo considerando la storia dell’Ex Unione Sovietica; non esisterebbero, per esempio, i Kulaki, sterminati da Stalin senza che l’effigie di quest’ultimo sia considerata in Italia foriera di violenza e collegata a discriminazioni di origine etnico politica.

Sarà solo ignoranza, scarsa conoscenza della storia o cosciente utilizzo dell’ideologia ad orologeria?

Ricordiamo a Fiano che il fascismo ha rappresentato, che piaccia o meno, una parte della Storia d’Italia e che cancellare la storia rappresenta un crimine altrettanto grave quanto quello che vorrebbe egli stesso combattere (ammesso che lo voglia davvero). E a quanti dovessero pensare che sto esagerando, ricordo che già Boldrini, poco tempo fa, tentò una sortita “revanscista” proponendo di cancellare la scritta Dux dall’obelisco del Foro.

Un conto è la distruzione delle immagini e dei simboli di una dittatura all’indomani della sua caduta, un altro farlo 70 anni dopo. Nessun tentativo di normalizzazione, ma solo rispetto per la Storia, per il dna della nostra cultura già messo a dura prova dagli sconvolgimenti geopolitici degli ultimi decenni.

Una democrazia sana insegna i propri valori nelle scuole ed aiuta le famiglie a farlo, e non ha certo paura della storia, e visto che Fiano e Renzi si sono autoproclamati storici ad honorem, conosceranno certamente la pratica del rogo di libri (in tema di nazismo) e del suo significato simbolico.

Giusto per amore della storia, l’Italia non è mai stata antisemita, nemmeno in epoca fascista; le aberrazioni (ribadiamolo con forza: aberrazioni) delle Leggi Razziali furono evidentemente l’effetto della deferenza di un regime che sentiva la propria inferiorità rispetto alla Germania nazista, perverso tentativo di non soccombere al gigante “ariano”; basta tuttavia leggere i punti salienti del manifesto della “Difesa della Razza” per capire quanto forzato e sciatto fosse l’antisemitismo di fondo (comunque vergognoso). Inoltre, a quanti dovessero reagire istericamente a tali affermazioni, suggeriremmo di leggere cosa scrisse al riguardo un tale Giulio Andreotti, non proprio un fan del fez, nel libro “Onorevole, stia zitto!”.

Dunque, nella speranza che la foto in alto non valga una denuncia per apologia, provo a favorire un’ultima riflessione.

Sulle spiagge di Ostia, se fossero intervenute le forze dell’ordine per far rispettare la legge, avrebbero dovuto sanzionare solo le ronde illegali oppure anche gli abusivi “vù cumprà” che evidentemente non pagano le tasse? E se avessero dovuto applicare la regola del buon senso e dell’elasticità, avrebbero dovuto farlo per entrambi?

La risposta di Fiano la conosciamo.

PS Prima che qualcun altro parta con altre crociate ideologiche, mi permetto fare una proposta: studiare leggi ed interventi più efficaci per contrastare gli incendi dolosi: forse in Parlamento non se ne sono accorti, ma l’Italia sta bruciando lentamente…

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