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Proposta di legge per evitare i rischi dell’iperconnessione

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Lo scorso 15 marzo un gruppo di esponenti ex Movimento 5 Stelle, tra cui Lorenzo Fioramonti, ha presentato una proposta di legge alla Camera per disciplinare l’utilizzo dei dispositivi tecnologici da parte dei minori. Il nuovo testo, articolo 328 bis, sarebbe da considerarsi un’estensione del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 in merito al divieto dell’uso dei telefoni mobili e altri dispositivi di comunicazione elettronica. Secondo l’ex ministro dell’istruzione, infatti, vi sarebbe una correlazione tra l’uso smodato di smartphone e tablet e difficoltà nell’apprendimento nonché ritardi nello sviluppo del linguaggio, mancanza di concentrazione, alterazioni dell’umore, improvvisa aggressività, dipendenza e disturbi del sonno. Pertanto, la proposta di legge prevede una multa tra i 300 e i 1500 euro ai genitori che permettono ai figli under 12 di ” navigare on line e di utilizzare smartphone, tablet e qualsiasi altro dispositivo digitale senza accompagnamento e presidio educativo”.
Da abitudine, per svago o noia, a dipendenza il passo é breve. Il rischio principale a cui vanno incontro adolescenti e preadolescenti, sempre più precoci nell’utilizzo di tali dispositivi, è quello di danneggiare la propria salute psicofisica. Secondo una serie di recenti studi scientifici condotti in tutti il  mondo, l’ iperconnessione può portare a isolamento sociale e a una vera e propria dipendenza. Oggigiorno, i genitori consentono ai propri figli l’utilizzo dei dispositivi tecnologici spesso per tenerli impegnati  durante il giorno e potersi dedicare ad altro mentre loro sono immersi nella virtualità. Negli ultimi decenni si è riscontrato una difficoltà sempre più grande da parte dei genitori a dare delle regole ai propri figli ma “servono dialogo e regole chiare – ha affermato il Presidente della Società Italiana di Pediatria Alberto Villani – i genitori dovrebbero mantenere sempre una comunicazione efficace con i propri figli, perché una buona relazione contribuisce a favorire un corretto uso delle tecnologie digitali. Ma è indispensabile anche stabilire regole e limiti chiari nell’utilizzo dei media device: mai a tavola, mai mentre si fanno i compiti, a meno che non siano di ausilio per lo studio, mai nei momenti in cui la famiglia è riunita, mai prima di andare a dormire” ha concluso.