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Progetto sul nuovo parco Boccaccio: cosa cambia per Casoria

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Casoria negli ultimi anni ha visto sorgere all’interno dei suoi confini comunali numerose aree verdi messe a disposizione della comunità dalle amministrazioni che si sono succedute. Ultimo in ordine di tempo è il Parco Michelangelo, vasto spazio aperto sorto nei pressi della piscina edificato sulle ceneri di un dismesso campo radar dell’Aeronautica Militare. Nei progetti futuri c’è adesso la volontà di realizzare un grande parco pubblico nell’area di Via Giovanni Boccaccio, ove un tempo vi si trovava un centro di stoccaggio di carburante. Esteso per quasi tre ettari, la zona individuata è limitrofa alla stazione ferroviaria di Casoria-Afragola, trovandosi in un punto altamente frequentato dalla cittadinanza. Nel sito sono presenti diverse autocisterne ben nascoste dalla folta vegetazione. Per la realizzazione del progetto è necessaria la bonifica dell’intera area, operazione che richiede la massima cautela e accortezza. L’idea prevede inoltre la realizzazione di aree pubbliche e piazze bianche, ovvero aree comunitarie assegnate a soggetti terzi con il compito di tutelare e conservare gli spazi. Prevista altresì l’edificazione di un edificio con tetto praticabile su via Boccaccio che ospiterà i servizi necessari come toilette, bouvette e aree comunitarie per lo svolgimento di attività aggregative. 

Il sito è ubicato nei pressi dell’industria ormai abbandonata Rhodiatoce. L’area, a causa di una dissennata evoluzione edilizia, è assai frammentata: si notano infatti diversi parchi e palazzine all’interno che interrompono gli spazi praticabili. A questo si aggiungono numerosi terreni agricoli ormai lasciati all’incuria e muri perimetrali che hanno compromesso l’usufrutto del sito. Invisibile al pubblico a causa dell’alto muro di cinta in calcestruzzo, l’area, a seguito della dismissione, è stata arbitrariamente utilizzata dalla cittadinanza come deposito o gli usi più disparati. All’interno del luogo sono presenti un serbatoio sopraelevato, una cabina di protezione catodica e due piccoli fabbricati, uno originariamente utilizzato come portineria e l’altro contenente una motopompa.

La scelta di edificare un parco pubblico in una zona fino a oggi abbandonata rispecchia la volontà dell’amministrazione di riqualificare il quartiere Castagna, che in questi anni ha conosciuto un periodo di forte declino e abbandono. Il progetto non presenta vincoli e andrà inoltre costituito in un’area già di proprietà pubblica e dunque aderente alle previsioni del redigendo PUC. 

La problematica principale in seno al progetto riguarda la possibilità di contaminazione dell’area causata anche dalla presenza dei due serbatoi interrati. Sono sconosciute le attività che sono state svolte all’interno del sito quando ancora era di proprietà militare ergo risulta impossibile individuare la totalità delle potenziali sorgenti di contaminazione presenti nel sito. È molto probabile la presenza di amianto, che dovrà essere smaltito con una serie di bonifiche che andranno effettuate nel sito per renderlo fruibile dalla cittadinanza.  

Per ragioni economiche e logistiche si è deciso di non rimuovere le grandi cisterne in calcestruzzo interrate. La gestione dell’area sarà aperta alla collaborazione di comitati di cittadini e associazioni, nel rispetto di quanto stabilito dal Regolamento dei Beni. Tutte le scelte riguardanti l’edificazione del parco saranno effettuate con trasparenza e rispettando lo stato originario dell’ambiente. Il progetto sviluppa tre strategie principali:

•L’inserimento delle cisterne di carburante nei confini del Parco: il temperamento delle vasche carburanti ha simboleggiato un principio necessario dell’assetto naturalistico, così come il bisogno restituire alla comunità le aree attualmente inaccessibili del sito.
•L’opportunità di concedere un utilizzo diversificato del parco, delimitando gli ingressi alla classificazione d’impiego: l’apparato di viale immaginato, consente tre varietà di ricezione con peculiarità eterogenee: il passaggio veloce, l’osservazione e il divertimento e l’agricoltura.
•L’abbattimento delle spese di esercizio, compreso l’impiego d’acqua: si contempla l’erezione di una grande struttura di annaffiamento con coperchio a goccia delle zone arbustive e ad aspersione delle aree a prato ornamentale o stabile. 

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Non penso che tutti i rapporti dei servizi segreti siano scottanti. Alcuni giorni apprendo di più dal New York Times (cit.). Se esiste il diritto di cronaca esisterà anche quello di raccontare, perché un buon giornalista non è quello che scrive, ma quello che parla tacendo.