Nella Terra dei Fuochi il rapporto causale tra la presenza ed i roghi di rifiuti e la mortalità di tumore è reale. A stabilirlo un rapporto conclusivo redatto dall’Istituto Superiore di Sanità al termine di una indagine scientifica realizzata in collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, competente per il territorio della cosiddetta Terra dei Fuochi tra le province di Caserta e Napoli, finalizzata allo scambio di dati ed informazioni derivanti dalla sorveglianza epidemiologica della popolazione residente nei trentotto comuni della Terra dei Fuochi. Una superfice di 426 chilometri quadrati, 355mila abitanti e 2767 siti di smaltimento censiti.

Il minuzioso lavoro di raccolta, integrazione ed analisi dei dati ambientali raccolti nel territorio in esame ha tenuto conto degli eccessi della mortalità, dell’incidenza tumorale e dell’ospedalizzazione per diverse patologie che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l’esposizione a inquinanti, primi fra tutti i rifiuti.

Il territorio è stato così diviso in quattro fasce di rischio a seconda dell’impatto ambientale dovuto alla presenza di siti di smaltimento controllati e/o incontrollati di rifiuti, evidenziando le aree comunali maggiormente “impattate”. Il comune di Casoria è stato inserito nella terza fascia di incidenza elevata. Tra i comuni confinanti anche Cardito è in terza fascia mentre Afragola è in seconda, di rischio grave. In prima fascia ci sono Arzano, Casavatore e Frattamaggiore. Ma una vera e propria emergenza si registra nei due territori della quarta fascia: Caivano e Giugliano, dove la connessione tra rifiuti e tumore raggiunge livelli elevatissimi.

In particolare l’indagine ha stabilito che nei territori della terza e quarta fascia è significativamente maggiore l’incidenza della mortalità per tumore al seno. Elevata anche l’incidenza relativa alla ospedalizzazione per asma, sia negli uomini che nelle donne. Rilevante, nei comuni dalla seconda alla quarta fascia, il numero di nascite premature. Mentre, sempre per quanto riguarda i bambini, è preoccupante l’incidenza di malformazioni congenite che raggiungono livelli gravi all’apparato urinario, nei comuni della quarta fascia.

“L’indagine – afferma il Presidente dell’ISS, dott. Silvio Brusaferro – ha evidenziato delle criticità relative all’impatto dei rifiuti sulla salute. Questo – prosegue Brusaferro – conferma la necessità di sviluppare un sistema di sorveglianza epidemiologica integrata con dati ambientali nell’intera area della Campania e in particolare nelle province di Napoli e Caserta, in modo da individuare appropriati interventi di sanità pubblica, a partire da azioni di bonifica ambientale.

Dal punto di vista investigativo la ricerca, evidenziando chiaramente un ruolo causa effetto dei siti di rifiuti, in particolare quelli incontrollati e illegali di rifiuti pericolosi, comprese le combustioni, con l’insorgenza di malattie mortali, può rappresentare un’arma in più ai pubblici ministeri per arrivare a comminare pene severe per i responsabili dell’abbandono e dell’incendio dei rifiuti nel territorio della Terra dei Fuochi. A seconda dei singoli dibattimenti si può arrivare ad ipotizzare reati come la strage, l’omicidio plurimo colposo o addirittura l’avvelenamento colposo. Oltre a quelli “classici” che si attribuiscono a chi compie questo tipo di reati, così come stabilito dal Codice dell’Ambiente.

A tal proposito da chi opera sul campo per la prevenzione di questo tipo di reati arriva la richiesta di un aggravamento della sanzione per l’abbandono di rifiuti prevista nel caso in cui il responsabile è un cittadino come privato. In questo caso infatti il Codice prevede la sola sanzione amministrativa. La denuncia penale è prevista infatti solo nel caso in cui si accerti che si tratta di rifiuti abbandonati da un’azienda o per conto di essa.

Morale della favola le tante aziende che operano “a nero” nel territorio campano e che quindi smaltiscono altrettanto “a nero” i loro rifiuti si affidano alle cosiddette “teste di legno”, spesso bassa manovalanza criminale, per smaltire – dando loro la venti euro in mano – ingenti quantità di rifiuti anche pericolosi. Estendere a questi la responsabilità penale sic et simpliciter potrebbe rappresentare un deterrente maggiore per questa feccia criminale.

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