Giornata movimentatta quella di ieri nei pressi della sede del comune di Casoria. Un gruppo di attivisti facenti parte del collettivo “Terranostra” ha organizzato un presidio di fronte la Casa Comunale per chiedere un incontro urgente con il sindaco Raffaele Bene a proposito del riconoscimento dell’uso civico e collettivo dei beni comuni. Dopo due ore di attesa, vista l’indisponibilità del primo cittadino a incontrare i manifestanti, l’assessore alla sicurezza urbana Raffaele Petrone ha incontrato i giovani attivisti, in seguito si è unito il consigliere comunale dei Verdi Salvatore Iavarone.
Siamo riusciti ad intervistare Angelo Vozzella, uno degli attivisti presente ieri mattina al sit-in che ha risposto ad alcune domande riguardanti “Terranostra Occupata”
Ciao Angelo, quali sono gli obiettivi che si pone il collettivo Terranostra?
L’obiettivo principale è stato quello del presidio ambientale. Fin da subito abbiamo ottenuto dei risultati concreti nella bonifica e nel bloccare i camion che venivano a scaricare i copertoni e vario materiale di risulta su tutto il territorio comunale. Il presidio ambientale è stato proficuo per il benessere della città. Da tutto questo sono nate varie attività agricole e sociali che hanno trovato una loro espressione in un’assemblea partecipata dal basso che si tiene ogni lunedì e che è l’organo di garanzia e di trasparenza di come viene gestito questo posto. Inoltre noi abbiamo scritto e redatto un’autodichiarazione di uso civico e collettivo dove scriviamo gli obiettivi e i principi fondanti in cui si riconosce questa comunità.
Cosa fa Terranostra per la comunità?
La cosa più bella di un bene comune come Terranostra è che la comunità è la cura, tutti i ragazzi che non hanno uno sfogo vivono e frequentano questo spazio, vedendolo come un luogo dove poter esprimere la propria singolarità e le loro idee. I giovani con noi si sentono protagonisti del territorio. È anche grazie a realtà come questa se molti ragazzi evitano di abbracciare la strada della criminalità organizzata. Qualche giorno fa è stato ucciso un ragazzo nei pressi della stazione dei vigili urbani di Casoria. Il nostro progetto nasce anche per allontanare i ragazzi da questo mondo ed evitare che possano accadere cose di questo tipo.
Alla fine dell’incontro con alcuni membri dell’amministrazione comunale, il collettivo Terranostra occupata ha emesso un comunicato riepilogativo della situazione, in cui si fa riferimento all’incontro in questione e agli appuntamenti futuri.
Ecco cosa hanno scritto a riguardo:
“Questa mattina siamo stati in presidio al Comune di Casoria per richiedere, ancora una volta, il riconoscimento dell’uso civico e collettivo dei beni comuni.
Abbiamo distribuito alla cittadinanza la rucola selvatica di Terranostra, come simbolo della ricchezza collettiva che questa terra dona alla città e dell’azione di monitoraggio e bonifica che la nostra comunità attua nell’autogestione del verde liberato.
Dopo aver comunicato a mezzo stampa le nostre intenzioni per la giornata di oggi, la risposta del Sindaco è stata (ancora!!!) quella di non farsi trovare e di rendersi irreperibile. Per lui sarebbe stato scomodo doverci dare risposte, così ha eluso ogni contatto diretto, come ha fatto anche di fronte a richiesta formale di incontro protocollata il 7 novembre scorso.
Dopo due ore di presidio e cori sulle scale dell’ingresso comunale, ci ha accolto, finalmente, l’assessore Raffaele Petrone e già dalle prime battute dell’incontro abbiamo capito che il loro obiettivo era solo quello di acquietare gli animi e temporeggiare. L’assessore in questione ci ha chiesto se eravamo “abusivi”, mostrando quanto questi amministratori non abbiano neanche idea di cosa succede in città e di come stiano le cose.
Gliel’abbiamo spiegato noi: “abusivi” sono i politici che hanno lasciato in disuso questo posto per decenni; “illegali” erano gli scarichi abusivi di rifiuti che grazie al nostro presidio ambientale sono stati bloccati; l’uso collettivo di questo posto resiste da cinque anni e, purtroppo per politici e affaristi, continuerà!
Abbiamo chiesto di parlare anche con altri membri dell’amministrazione, al fine di non avere un’interlocuzione sterile; così, s’è aggiunto all’incontro il consigliere Salvatore Iavarone.
Tra giravolte varie e tentativi di evasione, abbiamo strappato all’assessore e al consigliere l’apertura di un tavolo PUBBLICO per la revisione del regolamento comunale, il prossimo 23 luglio alle ore 10. Invitiamo tutte le associazioni del territorio che ci tengono al #benecomune a partecipare! Vogliamo, naturalmente, che a questo tavolo sia presente anche il primo cittadino Raffaele Bene!
Avevamo richiesto, come segno di volontà politica, anche l’acquisizione della nostra Autodichiarazione di uso civico al fine di sostenere la sperimentazione in atto con la fornitura dei servizi idrici, elettrici e di ritiro rifiuti… cosa per la quale dovremo ancora attendere e lottare.
Pensiamo che la risposta delle istituzioni sia stata altamente insufficiente e per questo fino al 23 luglio ci troverete nelle strade della città: se le istituzioni pensano di poter ignorare l’unica realtà sociale che in questi anni ha fornito servizi e dato contributi socio-culturali a questa città, a differenza di tutte le amministrazioni che si sono succedute finora, capiranno che i loro conti sono sbagliati.
Nonostante il muro delle istituzioni, siamo comunque felici perché la nostra comunità continua ad autodeterminarsi e ad espandere la propria lotta in città. Ringraziamo tutte le persone che, fisicamente e non, ci hanno dimostrato sostegno; in particolare, la comunità Rom del Cantariello e tutte le realtà resistenti e solidali.
Contro chi giostra nell’oscurità, bene comune, decide la città!
La lotta continua… Non un passo indietro”.
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