Home Cronaca & Attualità Petardi sotto casa della consigliera Vignati: «Periferie abbandonate, genitori controllino i figli»

Petardi sotto casa della consigliera Vignati: «Periferie abbandonate, genitori controllino i figli»

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Brutta disavventura per la consigliera comunale Elena Vignati, vittima della supponenza di ragazzini che nella notte tra domenica e lunedì hanno piazzato un ordigno artigianale nei pressi della sua abitazione. Da quanto si apprende, l’esponente di punta dei Cinque Stelle casoriani nei giorni precedenti avrebbe denunciato alle autorità una banda di ragazzini che indisturbata scorrazzava senza rispetto delle regole per le strade adiacenti alla sua dimora.

Un comportamento irrispettoso nei confronti degli abitanti della zona, posti sotto il giogo di un gruppo di giovani che disturbavano la quiete pubblica e provocando disagi ai cittadini, già duramente messi alla prova dalla pandemia. Un atto di coraggio che le è  costato un avvertimento intimidatorio vile che è da condannare apertamente. È sempre più difficile trovare nella nostra città persone come la consigliera Elena Vignati, che con il suo gesto ha dimostrato che non è con l’omertà e con il silenzio che si sconfiggono certi atteggiamenti deleteri per la città e per i suoi abitanti.

In esclusiva ai microfoni della nostra redazione, l’ex candidata Sindaco ha raccontato la triste vicenda di cui è stata protagonista. Ecco le sue parole: “Sono ormai un paio d’anni che nella periferia di Casoria, zona via Bari e via Brindisi, si ritrovano un certo numero di ragazzi dai 12 ai 25 anni che non si spiega come da un po’ di tempo hanno dato vita a dei gruppetti che già da prima della pandemia facevano schiamazzi notturni utilizzando le loro auto potenti per fare rally e sgommate sulle strade del nostro quartiere. Non ho mai avuto uno scontro diretto con loro, a parte alcuni screzi isolati in passato. Durante la pandemia nessuno di loro ha rispettato le regole che dovevano osservare in zona rossa. Negli ultimi tempi ho chiamato i Carabinieri proprio per tentare di risolvere questo annoso problema. I militari però invece di fermarsi vicino ai pochi ragazzi rimasti che ancora non si erano dileguati si sono avvicinati alla mia abitazione, lasciando intendere che la chiamata all’Arma fosse partita da me. Nei giorni successivi ho ricevuto diverse parole intimidatorie da parte di quei ragazzi, che nella notte tra domenica e lunedì hanno piazzato una bomba carta appena fuori casa mia. Il giorno dopo ho denunciato il fatto al comandante dei Carabinieri, che subito si è attivato per la risoluzione del caso”.

Continua la consigliera Elena Vignati: “Il problema è che noi siamo abbandonati, se questa è la nostra sorte diventa complicato poi avere dei cittadini coscienti che vanno a denunciare, perché non è comprensibile che lo Stato ti abbandoni e ti lasci avere a che fare con le persone che tu hai denunciato. Io non mi fermo, se non ho paura di quattro delinquentelli ma vorrei sentire la vicinanza dello Stato, i Carabinieri sono venuti solo domenica, poi non li ho visti più. Conosciamo i problemi della nostra realtà, laddove c’è una notizia di reato bisognerebbe presidiare almeno nei primi giorni il territorio. Da me ci sono persone anziane, gente che vorrebbe riposare la notte, non si può stare sempre a svegliarsi perché questi fanno i pazzi. Ci sono ragazzine che vengono da fuori città per assembrarsi in queste strade. I genitori dovrebbero controllare i loro figli fino a quando stanno con loro. Io non ho figli, ma se ne avessi uno non lo lascerei così libero, questi invece è come se avessero persero completamente la bussola dell’educazione”.