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Per non dimenticare: in ricordo del “SIC”

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n_ac_milan_marco_simoncelli-5426344Quattro anni fa moriva Marco Simoncelli, un ragazzo con la passione per la moto, uno che la velocità e l’adrenalina le aveva nel sangue. Eppure quel maledetto giorno in Malesia, su quella maledetta pista proprio la sua passione lo ha portato via. La morte del Sic è stata sicuramente un dolore per tutti, a prescindere da chi ne era fan o meno. Ancora oggi a quattro anni di distanza il ricordo di Marco è un ricordo amaro, perché morire a 24 anni è sicuramente un atroce ingiustizia. Ripensare a lui fa venire in mente, oltre che alle sue grandi doti sportive, a un ragazzo d’oro, uno con la battuta sempre pronta e il sorriso stampato in faccia. Il suo accento romagnolo, la sua veloce parlata, per non parlare della chioma foltissima di capelli, tutto faceva di lui un simpaticone. Quel numero, il 58 che aveva sulla sua motocicletta resterà sempre nei cuori di tutti. Ancora oggi è bello ricordare anche le sue gesta sportive, perché lui si è fatto conoscere per questo. Campione europeo della “classe 125” di MotoGP nel 2002, quando era ancora un ragazzino; poi gli anni 2008/09, quelli della definitiva consacrazione con la vittoria nella “250” e anche quella con l’Aprilia in “Superbike”. Di talento Marco ne era pieno. Purtroppo a volte un fiore viene staccato dal suo stelo prima di crescere del tutto, eppure se ne annusa sempre il profumo. Ecco il ricordo del “Sic” non muore mai, vive dentro i cuori di tutti quelli che lo hanno disprezzato e ammirato. Marco Simoncelli è morto correndo, gareggiando, facendo quello che lui amava e desiderava fare da sempre; il suo lavoro, per tanti può essere pericoloso, ma per lui era vita, non farlo significava arrendersi, morire dentro. Noi vogliamo ancora una volta ricordarlo così con una delle sue frasi più belle: “Si vive di più andando forte al massimo cinque minuti su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera”. Ciao Campione!