12020293_10208125333720472_277871536_oAnteprima nazionale tutta partenopea per l’ultimo lavoro del regista Giuseppe M. Gaudino, che  realizza con ‘Per amor vostro’ un progetto complesso e ambizioso nella sua composizione. Al cinema Modernissimo di Napoli il cast al completo col coproduttore Riccardo Scamarcio e in presenza del sindaco De Magistris, presenta il progetto a cui ha lavorato per un intero anno.

La pellicola che è valsa ad una impeccabile e magistrale Valeria Golino il premio Coppa Volpi durante l’ultima edizione del Festival del cinema a Venezia, diventa la traslitterazione cinematografica di una seduta di Sigmund Freud.

Un cast ben selezionato e all’altezza dei ruoli interpretati, conferisce al film grande autorevolezza e dignità. Valeria Golino riesce a sdoppiarsi nel trasferire sul grande schermo sentimenti contrastanti di gioia infantile e disincantata, con l’ossessiva paura di sentirsi inadatta ed una ‘cosa da niente’.

La storia della sua Anna, protagonista del film, è quella di una donna che vive tutte le fasi della vita in un perenne stato di difficoltà e compromesso emotivo. Lo sguardo di Anna disincantato ma puro, è ciò che colpisce nella pellicola in quanto ad esso è affidato il vero ruolo comunicatore del film.

Tra usura, malavita, degenerazione morale, la mamma e moglie interpretata dalla Golino, cerca di risalire dalla propria china interiore, intrisa di melanconia, rimpianto per l’incapacità a ribellarsi e inconscio turbolento e instabile.

Esoterismo e speranza sono i binari su cui si muove una trama apparentemente confusa, che trova però risposta nel coraggio finale della sua protagonista. Anna sconta da bambina 4 anni di riformatorio per scagionare il fratello accusato del furto di alcuni gioielli. Sono i suoi stessi genitori a proporle di addossarsi la colpa del reato per evitare il peggio in famiglia. La piccola sperimenta il senso dell’abbandono umano ed emotivo, ma accetta un primo compromesso e tra le suore impara a “volare” tenendo gli occhi alti al cielo per trovare la forza di reagire.

Negli anni la protagonista diventa moglie e madre di 3 figli, uno dei quali nasce sordomuto. Nella precarietà economica il marito finisce col darsi all’usura: diventa cassiere e giustiziere di coloro che non pagano. Col denaro sporco la moglie acquista una nuova casa per la famiglia di origine e soddisfa le esigenze della prole cresciuta con amorevolezza e canzoni anni ’60. Nonostante sia vituperata dal resto del quartiere per il lavoro del consorte, Anna finge di non sapere cosa avvenga al di fuori delle mura domestiche in cui vive.

Trova lavoro in una produzione cinematografica e sul set, svolgendo l’occupazione di suggeritrice, viene notata dall’attore principale interpretato da Adriano Giannini. La donna si lusinga, accetta le sue finte avances, finchè non scopre che proprio quest’uomo con cui vorrebbe ricominciare a sognare un amore, in realtà è una vittima ricattata dal marito.

Alla fine del film Anna riesce a scampare al suo triste destino e trova la forza di ricominciare solo quando denuncia il padre dei suoi figli. Prima di liberarsi dalla morsa di quest’ultimo, la donna deve affrontare percosse ed umiliazioni, finchè non comprende che l’inferno dantesco a cui si sente condannata, dipende da lei stessa.

Le paure ben visibili sul volto della Golino, sono le trappole dell’anima di una donna che risorge dal nulla. Valeria offre agli spettatori una performance intensa, variegata. I suoi riflessi interpretativi sono come pennellate rapide e vigorose su una tela astratta, quella confusionaria delle contraddizioni interiori.

Se a tratti con rimandi onirici quasi esasperanti il film può inquietare, c’è da dire che l’apparente senso macabro della vicenda raccontata, tendente alla steriotipizzazione della napoletanità gretta e violenta, viene egregiamente superato da un’attrice che convince con il suo lavoro, al punto da calamitare su di sè tutta l’attenzione del girato. Il lento percorso della sua Anna è analogo a quello di molte altre donne che fingono di non vedere per amor di convenienza e in questo caso ancor di più per amore dei figli.

 

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