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Parla Bruno Oliva: ‘La passione per la mia attività, è stata la mia stella polare’.

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‘Mens sana in corpore sano’ (mente sana in corpo sano ndr) è una locuzione latina, che probabilmente tutti avranno ascoltato almeno 1 volta nella vita, tratta dal poeta e retore latino Giovenale. Potrebbe apparentemente rivelarsi ossimorico, ma la citazione di inizio articolo si lega perfettamente ad una realtà storica quale lo sport e, in particolar modo all’attività di fitness che si svolge nelle palestre. Palestra, proprio questa è la parola chiave; da sempre locus di cura del corpo e di svago, è stata tra i principali ‘teatri’ devastati dal virus. Nel nostro tour di interviste ai più colpiti (da un punto di vista economico ndr) dalla pandemia, abbiamo ascoltato la voce di diversi ristoratori, i quali, dal loro strettissimo punto di vista hanno messo a nudo una situazione di emergenza grave; oggi abbiamo ascoltato ‘audaces verba’ di Bruno Oliva, titolare della palestra ‘Mondial Gym’, il quale ha offerto un altro interessante punto di vista.

Quanto è stato difficile resistere alla pandemia, ancora in corso?
‘Per me non è stato difficile, una risposta audace probabilmente, ma per me non lo è stato.’

Secondo un suo personale punto di vista, sono bastati i ristori emessi dai due governi (prima Conte II, poi Draghi ndr)?
‘Assolutamente no. Credo che le attività di fitness siano state tra quelle più indebolite e colpite dal coronavirus. I ristori statali, in generale, non sono per niente bastati.’

Dovendo rigorosamente rispettare le nuove norme sanitarie, ‘quali nuove misure hai dovuto adottare’?
‘Essendo estremamente preciso e attento nel rispetto più totale delle nuove misure di sicurezza, ho riprogettato la mia struttura garantendo un costante distanziamento tra gli uomini, i ragazzi e, le donne che vengono ad allenarsi nella mia struttura. Nella sostanza, tengo particolarmente ad una costante e definirei ‘frenetica’ operazione di sanificazione dell’intera palestra e, ovviamente di tutti gli attrezzi presenti all’interno, cerchiamo dunque di abbassare quanto più possibile le probabilità di contagio.’

Da titolare di una palestra, anzi, da cittadino onesto che paga le tasse e che ha avuto il coraggio di gestire e di mettere su un’impresa, quali suggerimenti darebbe alle istituzioni affinché vi si venga creato terreno fertile attorno alle vostre imprese?
‘Sembrerà, ahimè, anche questa una risposta audace, ma, mi sento di dire che dalle istituzioni e, quindi dallo Stato, non voglio, né tanto meno chiedo qualcosa. Vorrei solo essere lasciato libero di lavorare serenamente nella mia palestra, nella quale ho riversato molti sacrifici e sudore.

Spostiamoci ad un altro campo, Bruno, probabilmente quello più tecnico. Ci parli della sua palestra e del suo percorso nel mondo del fitness
‘Vivo in questo bellissimo mondo da ben 35 anni, ho messo giù impresa per la prima volta ben 25 anni fa. Dedico anima, corpo e, aggiungerei sacrifici, alla mia attività costantemente, la grande passione e soprattutto la grande volontà che da sempre mi contraddistinguono, mi hanno consentito di operare in questo settore nonostante le numerosissime difficoltò.’

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Studente del quinto anno del liceo scientifico, è membro della ‘Commissione osservatori Esteri’ del C.N.G. Tra le sue passioni, oltre quella del giornalismo, mezzo ad altissimo impatto mediatico e sociale, vi è la lettura e un forte attivismo politico.