di Margherita De Rosa – Grande successo al teatro De Filippo di Arzano per la prima assoluta in Campania del rifacimento del famoso film di Monicelli “Parenti Serpenti”, diretto da Luciano Malchionna. La bravura degli attori, la suggestione delle scene, la sapiente miscela di comicità e malinconia hanno reso la performance “dolce-amara” di notevole impatto emotivo. Così com’era nello spirito del capolavoro di Monicelli, Lello Arena ha dato il meglio di sé calandosi nel ruolo di un anziano carabiniere, che perde i colpi per l’età che avanza ma ancora mantiene saldi i valori della tradizione, in particolare quello della famiglia…già, la famiglia, i figli, “pezzi di cuore” per dirla alla Mario Merola ma “irricanuscenti” così come affermava il grande Eduardo, per bocca di Luca Cupiello. Certo i toni del dramma sono senz’altro esasperati ma, come sempre, il teatro o la finzione che dir si voglia, sono, troppo spesso, solo il velo di Maja, dietro il quale si trincera una verità inammissibile razionalmente e, per questo, censurata dalle apparenze.  Per chi non conoscesse la trama dell’opera, ne realizziamo una sintesi: è Natale, i quattro figli dell’anziana coppia, formata da Saverio e Trieste, tornano alla casa natìa per trascorrervi le sante giornate: tutto scorre normalmente, fino a quando vi è il deciso annuncio di mamma Trieste, che comunica ai suoi figli l’intenzione di voler coabitare, ovviamente insieme al coniuge, con uno di loro: malattia e vecchiaia incombono e i due vecchietti avvertono la necessità di non essere più soli; in cambio di tale ospitalità offrono metà pensione e la dimora in cui alloggiano da sempre, magari da destinare alla vendita. Ai figli ora passa la patata bollente: chi accoglierà in casa sua gli anziani genitori? Trieste ha lasciato a loro la libertà di accollarsi quest’onere….in assenza dei due vecchi, usciti per una passeggiata, i quattro giovani, con relativi consorti, iniziano a prendere atto della cosa, dapprima in maniera ragionevole, poi la situazione degenera precipitosamente in una seria di accuse, rifiuti e ripicche, panorama in cui si inseriscono anche scoperte poco piacevoli di storie extraconiugali tra cognati e rivelazioni inerenti ad una convivenza omosessuale di Alfredo, il figlio su cui gli altri fratelli avevano puntato per l’accoglienza dei genitori, ritenendolo single e bisognoso di una guida…alla resa dei conti, pare non sussistano le condizioni  per poter ospitare mamma e papà, i problemi sono tanti, le esigenze differenti. Allora? L’ospizio? Noo, che direbbe la gente? Già…infatti, alla fine, è molto più sano e onesto moralmente elaborare la notizia che annuncia vittime per il cattivo funzionamento di una stufa a gas e pianificare un omicidio, duplice, chiaramente….mai i quattro fratelli furono più concordi: ultimo regalo per il Capodanno a mamma e papà, una  stufa a gas, chiaramente manomessa e, dopo la loro partenza, i due vecchietti passano, loro malgrado, a miglior vita….Esagerazione, crudeltà eccessiva, fantasia perversa? Non si direbbe, perché, se pure nella realtà, e per fortuna, non si giunge a tali aberrazioni, è lampante che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’anziano è un peso ormai insostenibile per le nuove generazioni, troppo concentrate su stesse e lontane mille  miglia dallo sperimentare quei sentimenti di gratitudine verso chi, un giorno, le ha generate, accudite, guidate, sia pure sbagliando, dal momento che il mestiere di genitori non è contemplato in alcun curriculum scolastico, ma s’impara sul campo di battaglia della vita. Si ride molto nella performance di Lello Arena, ma si riflette, e tanto, su un destino di solitudine invitabile lungo viale del tramonto a cui altro rimedio non c’è se non la morte, procurata da carnefici inqualificabili, nella fattispecie, quali i figli (figli???) di Saverio e Trieste. Uccidere pur di non dare adito alle critiche della gente….quanto falso perbenismo, quanta insostenibile ipocrisia, quanta, terribile, verità….”E figli so figli” recitava  Filumena Marturano nell’omonimo dramma, già, ma ‘ e mamme so mamme, ‘e pate so pate”…sempre…non solo nella necessità o quando è troppo tardi per un ultimo abbraccio o per poter dire , ancora una volta, <<ti voglio bene…>>. I genitori non sono sempre quelli che vorremmo, è vero, spesso sono il motivo principale dei nostri malesseri e dei nostri fallimenti, ma, tranne qualche caso disgraziato, padri e madri agiscono pensando di adoperarsi per il meglio dei figli e, dunque, quando sono più vicini al confine tra la vita e la morte, stargli accanto, anche se è dura, è un imperativo categorico che si impone alla coscienza di tutti….lo scopo specifico dell’opera cinematografica prima e teatrale poi consta nell’indurre ad un’analisi profonda di sé,  proponendo una riflessione amara, realistica, attualissima sul tema dolente degli anziani e Lello Arena, con la valida compagnia da cui è stato affiancato, è riuscito alla grande nell’intento di smuovere le coscienze, incitando alla meditazione su quanto siano potenti l’egoismo e quell’individualismo bieco che consente l’agonia della ragione e la morte dei più nobili sentimenti.

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