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Paolo Cevoli presenta a Napoli il suo film “Soldato Semplice”

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autore angela acanfora photographer copyright 2015CINEMA MODERNISSIMOPAOLO CEVOLI SOLDATO SEMPLICECONFERENZA STAMPA  01 04 2015_45Napoli. Una storia commovente, inaspettata quella raccontata nel film “Soldato Semplice” un film scritto, diretto ed interpretato da Paolo Cevoli (noto per le sue apparizioni in tv a Zelig e in spot pubblicitari) distribuito dalla KOCH MEDIA, con Antonio Orefice (noto per la sua interpretazione in Gomorra—La Serie),  Luca Lionello,  Massimo De Lorenzo,  Matteo Cremon,  Nicola Adobati,  Beppe Salmetti, Giuseppe Spata,  Paola Lavini,  Toomas Kaldaru,  Massimo Fanelli, con l’amichevole partecipazione di Silvana Bosi e Ernesto Mahieux, presentato pochi giorni fa al Modernissimo la prima cinematografica a Napoli.

Siamo nel pieno della Grande Guerra. Gino Montanari è un maestro elementare romagnolo, ateo, anti-interventista e donnaiolo. A causa delle sue idee ed i comportamenti libertini, viene costretto dal preside ad arruolarsi volontario nonostante che Gino abbia da tempo superato l’età della leva obbligatoria. Arrivato al fronte viene destinato ad un piccolo avamposto in Valtellina come eliografista per trasmettere segnali morse con la luce del sole. Gino non ha nessuna esperienza di montagna e di vita militare; i primi incontri con i suoi compagni e con il Tenente Mazzoleni sono all’insegna delle vessazioni e delle prese in giro. La guerra passa in secondo piano e lascia il ruolo da protagonista ad un intreccio di vite umane che mettono in scena le differenze e tipicità dell’Italia di quegli anni. Il protagonista si trova a convivere con ragazzi che provengono da tutte le parti d’Italia tra cui Aniello Pasquale, un ragazzo del ‘99 di Capri, analfabeta, che gli farà da assistente. Aniello è un ragazzo sveglio che a Capri si industria con mille lavoretti. È aperto e curioso verso tutta la realtà; i suoi principi morali, imparati dal parroco di Capri e dalla madre molto religiosa, sono semplici: Dio, Patria e Famiglia. Aniello si lega subito a Gino anche perché come volontario, lo considera un eroe. Nel loro viaggio verso la postazione di vedetta e durante gli accampamenti notturni, i due imparano a conoscersi; Gino ateo e convinto che il matrimonio sia la tomba dell’amore, Aniello molto credente sia nei confronti della religione che dell’amore. Dall’altra parte della valle sempre lo stesso messaggio che “echeggia”, attraverso il codice morse dei segnali luminosi: “Sursum Corda!” (in alto i cuori), messaggio che segnerà i destini dei protagonisti. La guerra, la montagna, il nemico ma soprattutto l’incontro con Aniello, cambieranno la vita di Gino.

autore angela acanfora photographer copyright 2015CINEMA MODERNISSIMOPAOLO CEVOLI SOLDATO SEMPLICECONFERENZA STAMPA  01 04 2015_18Raccontare cose “serie” e positive facendo ridere. Questa è la mia passione e la mia caratteristica -dichiara Paolo Cevoli-. Da questo è nata l’idea di Soldato Semplice, una commedia ambientata nella prima guerra mondiale. La vicenda inizia e finisce a Capri, da dove proviene Aniello, un ragazzo del ’99, e si svolge in Alta Valtellina, e questo mette in risalto il carattere epico della guerra di montagna, dove il nemico, oltre agli austriaci, era soprattutto il freddo, la fame e la malattia. Il personaggio principale del film, il maestro elementare Gino Montanari, è una tipica figura romagnola: il patacca. Ironico, vitale e fanfarone. Trovandosi in una situazione drammatica sarà costretto a dare il meglio di sé. Assieme a Gino ci saranno altri soldati con la loro forte connotazione regionale e di temperamento: lo scugnizzo napoletano, il tenente cattivo, il “mona” veneto, gli alpini bergamaschi incomprensibili a tutti con il loro dialetto stretto. Facce autentiche, parlate e inflessioni dalle parti più diverse d’Italia inseriti in un contesto narrativo drammatico.

Ancora una volta assistiamo al portentoso e sorprendente brio e ottimismo tipico del carattere partenopeo che va dapprima a scontrarsi e poi a combinarsi e domare gli aspri usi e costumi montanari e nordici. La storia, con sviluppo classico e lineare, è al centro del film, non una semplice cornice o un pretesto per sviluppare gag e battute. Raccontare l’Italia dei nostri nonni, come in realtà fa il Regista Paolo Cevoli, ripercorrendo le tappe e la storia di suo nono Pietro Cevoli, i loro atti di eroismo, l’ironia e la voglia di vivere dei nostri soldati ed alpini, vuole essere una celebrazione, in un modo leggero e non retorico, del centenario della grande guerra. Sperando che i valori, l’umanità ed il coraggio degli italiani di cento anni fa, riusciranno a farci sorridere e riflettere sulla nostra situazione attuale, portando i nostri cuori un po’ più in alto. Il film è stato girato per buona parte sul territorio della Comunità Montana di Bormio – Alta Valtellina (So) e del Parco Nazionale dello Stelvio, luoghi di battaglie e di trincee della 1° Guerra Mondiale. La bellezza dell’ambiente di montagna, i ghiacciai in alta quota, la presenza di acqua termale, hanno costituito lo sfondo naturale delle riprese di “Soldato semplice”, unitamente alla calorosa accoglienza delle Comunità ed Istituzioni locali.

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