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Paese che vai…Capodanno che trovi!

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70090Inizia il conto alla rovescia, partiamo pure da questi ultimi giorni e prepariamoci a contare in coro gli ultimi secondi perché ormai il 2014 volge al termine. Sembravamo pienamente concentrati sul Natale ma in realtà non vedevamo l’ora di sorpassarlo poiché quasi per tutti la vera festa è il Capodanno. Quello che serve è una bella compagnia, sono davvero in pochi a decidere di  passarlo in piena tranquillità, perché l’ultimo giorno dell’anno ci si deve scatenare e tra un brindisi e l’altro creiamo un trenino di persone che ci fa abbandonare la vecchia epoca e ci conduce in quella nuova. Serata interamente dedicata all’abbondanza, il cibo il primo a rappresentarla per noi italiani perché, tra un cotechino immerso in un mare di lenticchie simbolo di prosperità e un vassoio di melograni, possiamo aspettare un anno pieno di ricchezze materiali. Si perché per quella del cuore ci pensa una meravigliosa biancheria intima rossa che per i più scaramantici non si può fare a meno di indossare il 31 dicembre. La superstizione in un certo senso  è la protagonista indiretta in questa ricorrenza e non solo nel nostro Bel Paese, sono tante le nazioni che si affidano a cibi e veri e propri rituali pur di contare su un futuro migliore. In Spagna, per esempio, allo scoccare della mezzanotte bisogna mangiare dodici acini d’uva, uno per ogni rintocco di campana per poter contare su una buona dose di agiatezza nel prossimo anno. In Germania spicca un ottimo vino rosso che con spezie, arance e rum accompagna il pasto e, per i riti propiziatori, si è soliti ricorrere alla cosiddetta”colata di piombo”:  si versa del piombo nell’acqua e si conoscono le sorti del futuro. La Francia trascorre il suo capodanno in maniera tradizionale e lo vive all’insegna della famiglia riunita, con  rametti di vischio romanticamente appesi e l’immancabile champagne. L’Inghilterra invita  a gustare una bella cena in cui a primeggiare è  uno straordinario tacchino farcito e, per il dopo cena, tutti insieme a tuffarsi  in numerosi giochi di società. La Grecia affida il fato ai melograni, ogni ospite infatti superata la soglia di casa deve romperne uno per terra e più chicchi rimarranno sparsi più si avrà felicità. In Argentina è quasi una festa estiva, si organizzano pic nic e  un po’ come noi ci si affida al colore dell’intimo per attirare l’amore, non più il rosso stavolta ma una tonalità molto più delicata, la loro scelta cade sul rosa. I brasiliani danno invece il compito al capofamiglia per avere fortuna, il suo ruolo è di gettare un bicchiere di vino alle spalle per allontanare le avversità. In Messico si è soliti accendere e spegnere il fuoco gettandovi dentro oggetti di legno.In Russia doppio capodanno, perché qui si celebra due volte: il 31 dicembre secondo il calendario Gregoriano ed il 13 gennaio secondo il calendario Giuliano, l’usanza vuole che al dodicesimo rintocco si corra ad aprire la porta per fare entrare l’anno nuovo. Il Giappone nemmeno si accontenta di una sola giornata ed allunga i festeggiamenti fino a tre giorni  durante i quali si decorano gli ingressi con rami di pino e bambù e si spediscono biglietti augurali ai parenti. Il primo dell’anno inoltre risuonano 108 rintocchi per confessare 108 peccati degli uomini. In Cina può variare di 28 giorni e ne dura circa 15 concludendosi con la “festa delle lanterne” durante il quale vi è una sfilata per l’appunto di lanterne dalle forme più strane. E proprio alla Cina dobbiamo l’origine delle due paroline più utilizzate da noi per inaugurare l’anno nuovo: “Cin Cin”, pronunciate quando i calici si incontrano e ne si sente il suono, nel passo successivo si beve alla salute.  E’ forse proprio il brindisi  il nostro rito propiziatorio per eccellenza, simbolo di  buon auspicio affinché l’anno che arriva possa essere diverso, pieno di sorprese e di momenti belli. Ogni volta ci si prospetta di essere migliori, da qui la frase tipica “Anno nuovo vita nuova”, la si pronuncia a testa alta ma in cuor proprio si sa, si rimane gli stessi. Tutto uguale perché il tempo scorre e questo 2014 non fa che passare il testimone al ben arrivato 2015. Il mondo scherzosamente si affida al destino ma  sa di certo che è la vita  che cambia a donare  la vera ricchezza. Ogni giorno che passa porta un tenero regalo in ogni ricordo in più…Buon anno a tutti!

 

 

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Vive ad Afragola, 33 anni, mamma a tempo pieno, appassionata di cinema, cultura, e con tanto amore per la scrittura. Da giugno fa parte della redazione de “Il Giornale di Casoria”.