Oscar 2017, una gaffe è per sempre…

La notte degli Oscar è come una maratona elettorale: stessa adrenalina, stesse scommesse. Fai il carico di energia lungo tutta la giornata per sostenere ore di show in diretta con l’America. Ore spesso sprecate per le aspettative deluse. L’edizione di quest’anno, svoltasi il 26 febbraio al “Dolby Theatre” di Hollywood e condotta da Jimmy Kimmel, è stata parecchio sottotono, decisamente soporifera. Sparuti attimi di leggerezza e pathos si son vissuti ad inizio serata, col siparietto danzante a mo’ di balera di Justin Timberlake, e a conclusione, con l’epic fail della premiazione al miglior film che passerà alla storia: annunciato “La La Land” in luogo di “Moonlight”. E sì, credo che la scena di Warren Beatty esitante, nuncio della errata vittoria, entrerà negli annali digitali degli Oscar! A respirarsi, però, anche la brezza dolciastra del politically correct: la statuetta come miglior attore non protagonista ad un musulmano (Mahershala Ali) e l’assenza per protesta, annunciata con largo anticipo, di Asghar Farhadi e Taraneh Alidoosti, regista e attrice de “Il Cliente”. C’è poi chi addirittura non è riuscito ad arrivare a questa 89esima edizione degli Academy per essersi visto rifiutare l’ingresso nel Paese, come Khaled Khatib e Raed Saleh, rispettivamente autore di alcune immagini di “The White Helmets” e capo dell’omonima Difesa Civile Siriana. Il comune denominatore è il Muslim Ban, una serie di provvedimenti presi dal Presidente Donald Trump concernenti l’immigrazione e i diritti dei rifugiati.

Ma ora “apriamo il diaframma” sui vincitori…
The winner is: “Moonlight”. Premiato il black power. L’opera seconda di Barry Jenkins è un ribelle ritratto intimista di crescita. Protagonista, Chiron, che attraversa tre fasi della vita (infanzia, adolescenza, età adulta) mostrando, dapprima in controluce poi sempre più in primo piano, la contrastante normalità tra omosessualità e machismo criminale.

 

Sei statuette a “La La Land”. Il musical di Chazelle, superfavorito e candidato a 14 premi Oscar (soltanto altri due film avevano conquistato prima 14 nomination, Titanic e Eva contro Eva) ha ottenuto alla fine solo sei riconoscimenti, con una grossa delusione finale. La storia dei due sognatori di Hollywood, la cameriera aspirante attrice e il pianista di jazz che sogna un locale tutto suo, ha conquistato i membri dell’Academy. Il suo regista, Chazelle, a 32 anni è il più giovane a vincere un Oscar.

 

Miglior attrice: Emma Stone per “La La Land”

 

Miglior attore protagonista: Casey Affleck per la sua sofferta interpretazione in “Manchester by the sea”

 

Miglior sceneggiatura originale: “Manchester by the sea” di Kenneth Lonergan

 

Miglior film non in lingua inglese: l’iraniano “Il cliente” di Asghar Farhadi, assente sul palco del Dolby Theater per protestare contro il “Muslim Ban” di Donald Trump

 

Miglior attrice non protagonista: Viola Davis per il film di Denzel Washington “Barriere”

 

Miglior trucco: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson, premiati per l’incredibile lavoro fatto su “Suicide Squad”
Cartoon Disney e Pixar: Sul fronte dell’animazione il cartoon corto “Piper”, gioiello Pixar, mentre l’Oscar per il miglior lungometraggio d’animazione è andato a “Zootropolis” di Rich Moore e Byron Howard

 

Migliori costumi: Colleen Atwood per “Animali fantastici e dove trovarli”
Miglior suono: Kevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per “La battaglia di Hacksaw Ridge”, il film bellico pacifista di Mel Gibson, a cui è andato anche l’Oscar per il miglior montaggio a John Gilbert

 

Miglior montaggio sonoro: Sylvain Bellemare per il fantascientifico “Arrival” di Denis Villeneuve

 

Miglior canzone: “City of Stars” di Justin Hurwitz, Benj Pasek e Justin Paul in “La La Land”

 

Miglior colonna sonora: Justin Hurwitz per “La La Land”

 

Miglior fotografia: Linus Sandgren per “La La Land”

 

Miglior documentario: “O.J.: Made in America”. Battuto l’italiano “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi

 

Gianfranco Rosi non vince, ma non parla di delusione: “Sono felicissimo di questo meraviglioso viaggio durato un anno. E’ stato davvero incredibile. Il film documentario ha finalmente assunto un valore universale”.


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