L’estate volge al termine e le convenzioni ed abitudini che ormai ci impongono i loro ritmi ci accompagneranno verso la fine dell’anno in un lento ma inesorabile alternarsi di eventi, che potremmo ricomprendere tra l’inizio del campionati di calcio e il cine panettone (ormai Natale e Capodanno sono desueti).

Ebbene, quest’anno una delle immancabili convenzioni rischia di sparire: l’UE è intenzionata ad abolire l’ora legale e con essa il tanto odiato spostamento delle lancette indietro di un’ora.

In realtà potrebbe persino rappresentare una lieta notizia per chi soffre di disturbi legati a tale pratica: recentemente diversi studi hanno dimostrato l’impatto negativo che l’ora legale avrebbe sul nostro fisico, creando in alcuni casi malesseri anche abbastanza seri che minacciano di persistere per diversi mesi.

Quello che sconcerta, in verità, è l’indiscrezione secondo la quale l’UE non imporrà la scelta ai singoli Stati, i quali potranno decidere autonomamente se uniformarsi o meno alla scelta.

Il rischio è quello di avere un’Eurozona “a macchia di leopardo”, che adotterà il nuovo fuso o manterrà la precedente impostazione ad intermittenza, con le ovvie ripercussioni in termini di costi, complicazioni tecniche e burocratiche legate in particolare al commercio.

La vicenda non rappresenta la solita nota da rotocalco di inizio settembre e riapre una volta di più le polemiche sulla mancanza di coordinamento ed unità di intenti dell’Unione Europea, già scollacciata e divisa su questioni più serie.

Come pretende Bruxelles di imporre una linea politica ed economica unica se persino su questioni come quella dell’ora legale non si riesce a mettere insieme due Stati che la pensano allo stesso modo?

I vertici dell’UE si limitano a dire che auspicano una scelta armonica mentre Juncker, sempre più “pittoresco”, fa sapere che in futuro sarà l’ora estiva quella da preferire.

I cittadini dell’Eurozona, dal canto loro, sembrano orientati verso l’abolizione: un recente sondaggio ha dimostrato che l’80% degli intervistati farebbe volentieri a meno dello spostamento delle lancette.

Per ora, l’unica certezza è che sia l’ora legale che quella solare non potranno eliminare l’allagamento delle nostre strade al primo forte temporale estivo!

Forse sarebbe il caso di passare dallo spazzamento solare a quello legale…

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