Home Cultura Occhio all’artista: intervista a Gianni Lamagna, una vita per la musica.

Occhio all’artista: intervista a Gianni Lamagna, una vita per la musica.

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gianni lamagna foto“Il giornale di Casoria” intervista Gianni Lamagna, uno dei maggiori interpreti del patrimonio culturale napoletano.

Maestro, dicono di lei che è “un artista dell’ ‘800 sperduto nel mondo contemporaneo”. Si identifica in questa definizione?
Qualche volta mi identifico, vuoi per il genere che canto, vuoi per la lingua, per la musica, ma non mi sento sperduto nel contemporaneo, anzi lo vivo, lo subisco, lo partecipo. Insomma: frequento il mio tempo.

L’amore per Napoli e la  passione per la Musica: sono questi i segreti del suo successo?
 Se “successo” si può chiamare il mio, sono sempre stato considerato uno di “nicchia”, per usare un termine dei nostri tempi, ma certamente, la passione per la storia, le tradizioni, la letteratura, la musica, e tutta l’arte napoletana, hanno contribuito alla mia formazione di cantante e musicista autodidatta.

Il ricordo, la memoria sono importanti quando si porta in scena la musica classica. Ma la tradizione va tenuta viva.  Lei in che modo ci riesce?
Tutte le volte che la tradizione, la musica, anche quella antica, è eseguita, viene automaticamente reinventata dall’esecutore. Personalmente, anche se canto un testo del ‘700 mi sforzo di farlo alla mia maniera, con tutto ciò che ho appreso dal mestiere del musicista e del cantante. In questo modo spero di farlo rivivere in una nuova veste.

“Sulo” è il suo nuovo spettacolo. Con cosa ci emozionerà questa volta?
Con la scelta del repertorio. Ho seguito l’ostinazione che mi accompagna da quando ero ragazzo. Che è quella di non cantare le solite 20 canzoni bellissime e famose in tutto il mondo, ma di far conoscere veri capolavori, sia dal punto di vista poetico, linguistico e musicale, da anni trascurati e mai inseriti nei repertori dei tantissimi, troppi forse, cantanti della città di Napoli.

Riuscirebbe a “raccontarci” che cos’è la musica per lei?
“Raccontare” la musica, sarebbe, per me, come raccontare la vita. Una storia troppo personale, intima, forte, vissuta in tutte le sue sfaccettature. Meglio tenerla per se, tanto la racconto cantando.

 

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Sono di Sant’Antimo cittadina in provincia di Napoli, classe 1984, laureata in Lettere Moderne. Dicono di me che sono una “discreta” curiosa. Già redattore del giornale “Nova Tempora” collaboro per “Il Giornale di Casoria” e “infondonews”.