di Elena Cappiello – Whatsapp aggiorna le regole sulla privacy, sollevando così un grande polverone senza fine, che ha spinto il Garante per la privacy, settimana scorsa a intervenire a tutela degli utenti. Whatsapp potrà davvero condividere i nostri dati con Facebook? Questo è  un messaggio “tipo”,  ricevuto da alcuni utenti , in cui si fa presente del cambiamento dei termini e dell’informativa sulla privacy dell’app di messaggistica, più famosa al mondo (la modalità di trattamento dei dati e come le aziende possono utilizzare i servizi disponibili su Facebook per conservare e gestire le proprie chat su whatsapp; vi ricordo cari lettori, che Whatsapp e Facebook, così come Instagram fanno capo allo stesso gruppo) . A conferma di ciò, arriva anche il disclaimer,  che compare se si va a spulciare tra le impostazioni dell’account, nella barra di navigazione.  L’informativa, però risulta essere controversa per quanto riguarda, quella voce , che sancisce la gestione e la condivisione dei dati tra WhatsApp e i clienti business e nell’insieme contestabile. Difatti, in seguito alle proteste di innumerevoli  utenti, alle preoccupazioni, alle polemiche  e i disguidi originati dall’ultimo aggiornamento di whatsapp, che hanno portato, addirittura milioni di utenti di tutto il mondo, a migrare così verso nuove app di messaggistica, che sembrerebbero essere anche più sicure e nonostante la società di Menlo Park abbia chiarito, che le modifiche non interesserebbero gli utenti degli Stati dell’Unione Europea e di conseguenza  non riguarderebbero nessun utilizzatore italiano, come anche un portavoce di whatsapp aveva fatto presente; nel blog,  si legge che: <<Whatsapp, in seno a ciò, ha deciso ordunque  di rimandare,  di tre mesi la modifica delle condizioni di utilizzo, prendendo così più tempo, per spiegare meglio i cambiamenti nel regolamento.  L’8 Febbraio, non verrà eliminato o sospeso nessun account ma prima del 15 Maggio, si inviteranno gli utenti a rivedere nuovamente l’informativa, quando anche saranno disponibili le nuove opzioni business>>. Ostico, l’intervento del noto imprenditore,  Elon Musk, il numero uno di Tesla, che ha commentato la notizia relativa a Whatsapp e alla condivisione dei dati con Facebook, su Twitter invitando i propri follower ad utilizzare Signal, un’altra app di messaggistica, considerata anche più sicura e trasparente per ben quattro motivi:<< è gestita da un’organizzazione non a scopo di lucro, è per di più open source , conserva pochi metadati ( data e ora di invio, i numeri di telefono del mittente e del destinatario, la loro localizzazione non vengono “ preservati”) e infine non si serve del cloud per il backup>>. Successivamente, nella rete si è registrato un aumento degli utenti; circa1,3 milioni al giorno, ha scaricato Signal e non solo!  Numerosa è stata anche la migrazione verso l’app Telegram, che mette d’altronde a disposizione anche le “chat segrete”, che non sono ovviamente  recuperabili dai suoi server, impedendo anche il re-invio dei messaggi. Ma è giunto, il momento  adesso di fare un po’ più di chiarezza; poiché con questo nuovo aggiornamento, le nuove regole all’apparenza non sono molto diverse, da quelle precedenti ma bensì solamente più dettagliate. L’aggiornamento dei termini di utilizzo e della privacy policy, sembrerebbe non comportare alcuna modifica alla condivisione dei dati degli utenti raccolti da WhatsApp con le altre aziende del gruppo (come Facebook) o con società terze. Sul sito, Whatsapp ha scritto:<<Vogliamo chiarire, che l’aggiornamento delle policy non influisce in alcun modo sulla privacy dei tuoi messaggi con amici o familiari>>, non è possibile accedere alle nostre conversazioni per targhettizzarci e inviarci pubblicità o per condividerle, con le altre piattaforme dello stesso gruppo. Il contenuto dei messaggi e delle chiamate, emesse e ricevute è crittografato. In altresì, questo nuovo aggiornamento, include modifiche, esclusivamente relative alla messaggistica di un’azienda su Whatsapp, la quale ovviamente è facoltativa e  fornisce ulteriore trasparenza, su come vengono invece raccolti e utilizzati i dati. Gli unici cambiamenti, sembrano riguardare soltanto, gli utilizzatori di WhatsApp,  che risiedono fuori dai confini  dell’Unione Europea; per i medesimi , la questione cambia. Diventerà obbligatoria, la condivisione con Facebook e Instagram, di alcuni dati, degli utenti tipo il numero di telefono, la rubrica dei contatti, i messaggi di Stato e altre informazioni. Dati, che comunque saranno usati per fini solamente commerciali da Facebook e Instagram, per targhettizzare l’utente e mostrare pubblicità personalizzate sui due social network. Questa condivisione, però sussiste già da molto tempo , l’unica differenza sarà, che con la nuova informativa, questa condivisione risulterà obbligatoria. Nello specifico, facendo un’analisi più dettagliata, per quanto concerne, gli utilizzatori non italiani, effettivamente la commistione tra WhatsApp e Facebook verrà solo più intensificata, dal momento che le informazioni condivise, verranno utilizzate, non solo per migliorare, personalizzare o commercializzare i servizi di WhatsApp ma anche per offerte e prodotti di Facebook. Per esempio, per suggerire all’utente amici, gruppi o contenuti interessanti per il suo profilo, ma anche personalizzando funzioni e contenuti, che possono aiutare a completare acquisti o transazioni.

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