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Nuovo scudo fiscale: le misure del Governo per il rientro dei capitali.

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scudo fiscaleLa Camera dei deputati ha approvato, lo scorso venerdì sera, le norme della cosiddetta “volontary disclosure”, ossia la collaborazione volontaria, pronta a passare ora al Senato per il via libera definitivo. Si tratta del nuovo scudo fiscale pensato dal governo Renzi per gli evasori italiani, anche se per molti sarebbe più corretto definirlo mini-scudo, viste le tante differenze con i precedenti interventi dello stesso tipo. L’obiettivo è quello solito previsto dallo scudo fiscale: riportare i soldi in Italia per poi guadagnare attraverso tasse e sanzioni. Tuttavia, le norme sono valide anche per i capitali detenuti in “nero” in Italia. Potranno essere sanati Irpef, Ires, addizionali, Iva e Irap. Per quanto riguarda le modalità per aderire alla “collaborazione volontaria”, è necessaria esplicita e spontanea richiesta del contribuente in relazione a redditi di capitale percepiti all’estero e non dichiarati. Il contribuente ha tempo fino al 30 settembre 2015 per violazioni commesse fino al 30 settembre 2014. Rispetto, però, alle norme dei precedenti scudi fiscali, vi sono minori garanzie, tra cui l’impossibilità di rendere anonime le operazioni di sconto.
Come anticipato, si tratta di un mini-scudo. Non potranno, infatti, essere “scontate” le imposte, per le quali è previsto il versamento per ogni anno di evasione. Rientrano, invece, nello sconto sanzioni ed interessi. Le sanzioni potranno essere ridotte della metà per chi decide di riportare capitali da Stati che rientrano nella white list, pagando l’1,5 per cento degli importi non dichiarati. La sanzione sarà, invece, del 3 per cento per chi fa rientrare soldi dai Paesi della black list, tra cui la Svizzera.
Il relatore del Pd, Marco Causi, così ha commentato i nuovi provvedimenti: “Funzioneranno il bastone e la carota. Chi riemerge ha forti facilitazioni monetarie e non rischia di essere imputato per vari reati, chi non riemerge rischia non solo i reati tributari ma anche il nuovo reato di autoriciclaggio”. Si potrà, infatti, evitare la galera perché la voluntary disclosure rende non perseguibili per il nuovo reato di autoriciclaggio, esteso dalla Camera anche al reimpiego per fini personali.
Il governo ha, infine, stimato un rientro di circa il 20% dei soldi depositati illecitamente all’estero: dovrebbero rientrare 30 miliardi su 150. Considerando un’aliquota marginale del 37% per l’IRPEF, si dovrebbe arrivare a 5,5 miliardi, che diventerebbero circa 6,5 tenendo conto delle sanzioni ridotte. Un incasso che, visto il momento di crisi in cui versano le casse dello Stato, porterà risorse da utilizzare per la spesa pubblica che deve essere fissata nella prossima legge di Stabilità. Restano, tuttavia, grossi dubbi sul raggiungimento dell’obiettivo. Guardando alle entrate dei passati scudi fiscali che contemplavano maggiori garanzie, le entrate effettive sono sempre state lontane dalle previsioni. Difficile, dunque, che questa volta si realizzi un risultato diverso.

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Napoli, classe 1985. Dopo gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Scienze della Politica e del Governo all’Università degli Studi di Perugia, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “Gruppi di interesse e lobbying. Come banche e assicurazioni influenzano il policy making in Italia”. Gli studi seguono la sua passione: la politica. Ha interesse per lobbying, public affairs, governance e democrazia partecipativa. Impegnato nel sociale e nell'associazionismo giovanile. Già Presidente dell’Associazione “La Tela Bianca”.