Home Politica Nella Città di Casoria regna una classe politica senza dignità e coerenza

Nella Città di Casoria regna una classe politica senza dignità e coerenza

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La coerenza in politica è un valore non assoluto e spesso non è neanche coltivato. Esiste però una certa sistematicità nel cambiare posizione su alcuni temi sulla base della propria convenienza del momento che caratterizza tutte le forze politiche casoriane  e che alla lunga sta comportando, a mio avviso, una generale perdita di credibilità dell’intero sistema e a prescindere dal singolo episodio. La ricerca del consenso politico nell’immediato è sempre e comunque un atteggiamento difensivo e dunque non paga nel medio e lungo termine, soprattutto quando all’interno di un arco di tempo limitato si è costretti a fare la doppia piroetta. Ad onor del vero c’è da dire che anche i cittadini casoriani , gli elettori, i sostenitori non sono esenti da responsabilità: anche loro, quando c’è da difendere l’indifendibile, si lasciano andare al rovesciamento della propria idea di partenza.
Il problema principale della nostra città – Casoria – , oggi, non è quello di resuscitare la sinistra (come ha sostenuto Massimo Cacciari in un’intervista a ‘Repubblica’ di martedì 22 dicembre ), la destra (come tenta inutilmente di fare Silvio Berlusconi) o il centro (ormai senza speranza).Il problema principale, a Casoria  che non cresce (e non solo economicamente), è quello di ‘rianimare’ la politica, nel senso di restituirle un’anima umana.

Il ‘processo di degrado’ che ha investito la nostra città deriva infatti da una parte dall’incapacità della politica di prestare attenzione al buon senso e alle istanze della gente normale; e dall’altra dalla distanza che si è venuta a creare tra classe politica e società civile anche a causa della cosiddetta disintermediazione dei corpi intermedi e in particolare della destrutturazione dei partiti. Se è vero che a Casoria  la sinistra ha perso l’anima quando si è messa a inseguire il liberismo economico, è ancor più vero che tutta la politica casoriana  ha perso la testa e il cuore quando si è accodata ai più forti dimenticandosi dei meno forti e dei più deboli (che sono la maggioranza) senza garantire la necessaria sintesi dei bisogni e degli interessi (il bene comune) che è la principale se non la sola ragione della sua esistenza. Il declino di Casoria  è cominciato perché ‘nessuno’ si è mai preoccupato di ripensare il sistema sociale e quello economico e produttivo in senso veramente democratico, inclusivo e distributivo.

E la crisi della rappresentanza politica è dovuta al fatto che ‘nessuno’ si è mai preoccupato di proporre un’idea politica di «coesione inclusiva» di grande respiro. È dall’inizio degli anni 90 (nella città di Casoria)  che i ceti meno abbienti scontano un aumento delle disuguaglianze rispetto a quelli più forti, che il lavoro accusa un crollo dei redditi, che le famiglie Casoriane  soffrono per l’aumento della tassazione e del costo dei servizi soprattutto a livello locale, e che l’ascensore sociale s’è fermato. Gli elettori che non trovano rappresentanza stabile. In queste condizioni è ‘fisiologico’ che monti l’antipolitica. Ma il populismo non fa altro che rappresentare – talvolta in maniera inappropriata – chi si sente escluso e abbandonato dalla politica. Prima, tali istanze erano rappresentate dai partiti di massa. Mentre oggi l’ex ceto medio casoriano, impoverito a causa di molte speculazioni, si sente abbandonato. E se la prima reazione all’aumentare del disagio è la delusione e il distacco che si manifestano con l’astensione e con il voto di protesta che si sposta da una parte e dall’altra; e la seconda è il voto che si orienta verso chi si oppone al sistema politico; la terza è la deriva verso un sistema autoritario. Per evitare questa prospettiva non serve fare un’opposizione velleitaria e gattopardesca ai ‘poteri forti’, né tanto meno rincorrere l’anti politica su terreno della lotta alle caste politiche. Semplicemente, ma non è cosa facile né istantanea, bisogna rianimare la politica a Casoria, facendosi carico dei bisogni dei ceti in sofferenza e facendo sintesi delle diverse istanze, separando quelle giuste da quelle ingiuste e quelle urgenti da quelle rimandabili. E per fare questo occorre tornare sul territorio, tra la gente che è stufa di votare turandosi il naso. Non si possono abbandonare le periferie di Casoria (che sono geografiche ed esistenziali, come ci è stato autorevolmente ricordato) al disagio, senza una speranza di riscatto. Soprattutto occorre tornare a fare discorsi aderenti alla realtà seguendo il criterio della verità per restituire credibilità alla politica casoriana. Senza vendere fumo e fomentare conflittualità per conquistare consensi. Senza più destabilizzare le relazioni personali e collettive, dividere la nostra città  tra buoni e cattivi, per non parlare dei problemi veri delle persone e delle possibili soluzioni per risolverli. È tempo, piuttosto, di ri-tessere a trama e l’ordito di un tessuto sociale ridotto a brandelli, di ri-unire le forze politiche  piuttosto che dividere le tifoserie, con obiettivi prioritari chiari: creare e distribuire il lavoro; restituire dignità e capacità di spesa alle famiglie casoriane alle quali sono state sottratte in molti modi e con continue disattenzioni; ripensare il Welfare privilegiando chi ha più bisogno, la natalità, la cura dei minori, degli anziani e delle persone non autosufficienti e con disagi; garantire un fisco equo e progressivo senza spazi di evasione; ridefinire le politiche  di spesa  (nella città di Casoria) privilegiando gli investimenti pubblici, in modo da generare effetti moltiplicativi dell’occupazione. Insomma, nella città di Casoria, per la prossima tornata elettorale di maggio p. v. occorre un disegno politico unitario e coerente che abbia come perno i bisogni reali delle persone, in particolare di quelli che Giorgio La Pira definiva «la povera gente», e una classe politica seria e competente in grado di realizzarlo. Sul primo punto i cattolici hanno sempre dato il loro contributo, ma non basta. Oggi occorre una iniziativa di mobilitazione collettiva che consenta di far camminare idee e proposte.

Casoria lì gennaio 2019

Un Casoriano vero di cinque generazioni

Dr Michele Bruno

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