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Napoli Shipping Week dal 28 settembre al 2 ottobre.

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A cura di Valentina Busiello – La quarta edizione lancia un grande messaggio di resilienza e ripartenza di tutto il Cluster Marittimo Portuale Napoletano. Il Grande gruppo di lavoro in sinergia con i Porti, la logistica, la Marina Militare, la Capitaneria di Porto, le istituzioni, le Universita’, le Scuole, con professionisti del settore di altre città, come la sinergia con Genova, e con l’Estero.
Carlo Silva è  Presidente Clickutility Team di Genova. La Società leader in Italia nell’ideazione e la realizzazione di eventi B2B per i settori della mobilità sostenibile, logistica, energia, ambiente e high tech, che opera dal 2005, nel tempo i servizi si sono evoluti e consolidati. Il Team è la base dello sviluppo dei progetti e degli eventi, un unicum di competenze ed energie costituito da, staff, partner istituzionali, event partner. Uno straordinario staff di professionisti  in-house e di business partners con cui intercorre un rapporto consolidato, e che firma alcune delle manifestazioni più accreditate nei settori di attività della Società, coprendo tutti gli aspetti, dai rapporti istituzioni alla progettazione e realizzazione dell’evento e della sua agenda di conferenze e workshop, dalla promozione ai rapporti con i media, fino alla realizzazione tecnica e logistica.
Presidente Carlo Silva, la Napoli Shipping Week in ogni edizione ha realizzato e portato avanti un evento fatto di sinergia, professionisti del mare che si riuniscono per stare insieme, incontrarsi, partecipando ciascuno con il proprio contributo alla riuscita di questo importante evento, che definirei “d’elite”.
Ci parla di questa straordinaria sinergia tra la città di Genova e la città di Napoli in questa occasione della Shipping Week?    
Due città cresciute attorno al porto, due economie “di terra” sviluppatesi in seguito sull’industria pesante e poi su quella ad alto valore aggiunto, due storie politiche e sociali diverse ma accomunate dall’essere state capitali di rilevanza continentale, sorelle in momenti euforici come la ripresa del dopoguerra e di fronte a fenomeni drammatici come l’emigrazione di massa verso le Americhe. E poi Genovesi a Napoli e Napoletani a Genova, quanti esempi. Sempre di fronte al mare e col mare in testa, che secondo me è più fertile di sviluppi positivi che l’averlo nel cuore.  Le sinergie sono nelle cose, anche se  noi e tutto il cluster marittimo abbiamo dato una mano con le manifestazioni di filiera di maggior successo, in Italia senza dubbio, e ce la giochiamo anche nel Mediterraneo almeno. Sia Genova che Napoli ospitano la Shipping Week, ad anni alterni, e proprio nel corso di una Shipping Week, nel settembre di due anni fa, la sinergia ha avuto una
conferma plastica, quando il cluster marittimo napoletano tutto si mobilitò in solidarietà con la città e il cluster di Genova, così duramente colpiti dalla tragedia del Morandi. Dire altro sarebbe retorico.
Come sono articolate le giornate della Napoli Shipping Week dal 28 settembre al 2 ottobre?
E’ la settimana in cui diventa evidente, plastico, il rapporto stretto e biunivoco tra città e porto, tra terra e mare, tra produzione, commercio e logistica, a Napoli. Il cluster e gli stakeholder della città e del territorio organizzano momenti d’incontro, workshop, assemblee e incontri settoriali per i primi tre giorni. Quest’anno si inizia con un importante convegno sulle relazioni città-porto viste dall’angolo visuale della ricerca e dell’università e della collaborazione tra accademia e aziende. Mercoledì si terrà, altro esempio, l’Assemblea Annuale di Assoporti. Giovedì  e venerdì la parola passa all’appuntamento principale della Week, Port&Shipping Tech, una manifestazione fatta di conferenze verticali dedicate agli aspetti tecnici, sia dal punto di vista tecnologico che economico-finanziario e di policy, dello shipping e della portualità, con un occhio anche a trasporto passeggeri e crociere. Alcune delle conferenze sono dei classici: vengono riproposte, con contenuti sempre aggiornati, da diverse edizioni (questa per PST è la dodicesima). Altre sono dedicate alle tematiche emergenti, o proprio tipiche dell’anno. Per esempio questa volta  il motto di
tutta la Week e di PST è “resilienza e ripartenza”, e abbiamo una conferenza ad altissimo livello il venerdì mattina intitolata ”Pandemic Shipping”. I tempi verbali degli interventi saranno sì il passato prossimo e il presente, ma soprattutto il futuro. Perché la ripartenza non esiste senza resilienza programmata, costruita, ​non casuale. Il cluster marittimo questa condizione l’ha ben presente. Con l’improvvisazione te la cavi una volta.
La città di Genova si conferma capitale dell’economia blu, protagonista indiscussa dell’economia del mare. Ci parla di questo evento della Blue Economy Summit che si è svolto di recente?
Preferisco  dire, e non solo io,  che Genova è una delle Capitali del Mare in Italia. Certo, proporzionalmente è tra le grandi città quella che trae dal mare la maggior parte della sua ricchezza corrente, ma vuole fare da esploratrice, da fregata più che da ammiraglia. Per questo quattro anni fa abbiamo deciso di accettare la scommessa che ci proponeva il Comune di Genova, sull’onda del movimento di allora della Bue Economy, definizione che in origine aveva un significato molto più ristretto. Abbiamo affrontato il  tema da un angolo diverso, quello appunto dell’Economia del Mare. L’organizzazione è simile a quella delle Shipping Week, ma le conferenze sono distribuite su tutte le giornate e sono quasi tutte figlie della nostra progettazione e di quella del Comune. L’edizione di quest’anno sarà ricordata per tre cose, secondo me: quella con il maggior numero di partecipanti complessivi, in presenza o in remoto. Quella dove per la prima volta in Italia si è
parlato pubblicamente senza remore e tabù del tema decisivo delle governance dei sistemi logistico-portuali. Infine per essere stata la prima manifestazione in assoluto in Italia, e direi anche in Europa,, che si è svolta in Fase 2 Covid-19 in assoluta sicurezza anche col pubblico in sala, e utilizzando tutte le più moderne tecnologie digitali, trasferendo il format televisivo, coi suoi ritmi e formalismi, nell’ambito un po’ paludato delle conferenze business-to-business e public-to-business. Abbiamo sudato sette camicie, un vero training on the job per tutti, dalle event manager agli steward di sala, ma tutto è andato bene. Dirò di più, senza l’esperienza del Blue Economy Summit, non saremmo stati in grado nemmeno di pensare di affrontare la Shipping Week 2020, e di garantire ai nostri co-organizzatori e a tutti gli stakeholder le premesse di successo e di sicurezza necessarie.