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Napoli riprende la corsa scudetto

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di Emanuele Barbato – Napoli batte Venezia per due reti a zero. Come accaduto all’andata. E come all’andata, gli azzurri sono stati assoluti protagonisti contro gli arancioneroverdi sempre più schiacciati nella propria trequarti ma ben messi in campo. Quarta vittoria consecutiva per il Napoli, grazie alla rete di testa di Osimhen intorno all’ora di gioco, arrotondata dal facile tap-in di Petagna nel pieno di un recupero strabordante per Ebuhei resosi protagonista prima per uno scontro con l’arbitro eppoi per l’espulsione dopo il fallo su Mertens. E’ quindi servita un’ora di gioco al Napoli per sbloccare il risultato apparso – fino ad allora – in bilico più per la melensaggine offensiva dei partenopei ché per i meriti dell’avversario. Avversario – il Venezia – ben disposto in campo, come scritto sopra, ma pungente davvero poche volte. Forse un paio. Poco, troppo poco, per poter mettere i bastoni tra le ruote agli azzurri. I meriti vanno indubbiamente alla squadra di Spalletti che ha saputo pedalare a testa bassa, far girare la palla a velocità adeguatamente fastidiosa per chi ha da difendere a tal punto da riuscire a mettere alle corde gli ormai sfiacchiti arancioneroverdi. Continua, dunque, la marcia a tambur battente del Napoli. A pari punti col Milan, e ad una sola lunghezza dall’Inter capolista attesa proprio al “Diego Armando Maradona” per il prossimo turno. Sarà, – vogliate leggerlo o meno, scaramantici o no -, sfida scudetto, a tutti gli effetti. I padroni di casa del “Penzo” invece mettono piede nel fulcro della zona retrocessione. Lì l’aria è rovente.

OSPINA 6.5: quando ha da intervenire lo fa senza batter ciglio e con risolutezza. Prezioso, al solito, nell’impostazione dal basso. Impermeabile.DI LORENZO 6.5: il soldatino due punto zero fluidifica sulla fascia destra come se non vi fosse un domani. Gambe e polpacci fatte di granito.RAHAMANI-J.JESUS 6: preoccupazioni dalle loro parti davvero poche. Rendimento sufficiente, accortezza ed abnegazione al servizio della squadra.MARIO RUI 5.5: poco propositivo e non impeccabile in più di un’occasione quando gli avversari spingevano dalle sue parti. Opaco. (Ghoulam senza voto)LOBOTKA-FABIAN 6.5: gli errori loro si contano su un solo dito. Puliti, aerosi, sempre sul pezzo. Hanno la palla incollata col vinavil eppoi se la scollano per elargire cioccolattini ai compagni attaccanti.POLITANO 6.5: il gol decisivo nasce da un suo assist la cui traettoria sembra essere confezionata col bacio accademico. Ancora altalenante, però. (Mertens voto 6.5: tempo un quarto d’ora ed è uno dei protagonisti in campo. Fa espellere l’avversario mandandolo su di giri, eppoi propizia il raddoppio impensierendo Lezzerini che deviando serve Petagna)ZIELINSKI 6: apporto ed appoggio ai compagni, a destra ed a manca. È il collante partenopeo. Poche illuminazioni, le sue, oggi. Ma è, e resta, imprescindibile. INSIGNE 6: da lui, dal capitano, ci si aspetterebbe qualcosa in più. Prestazione senza infamia e senza lode. (79′ Elmas voto 6)OSIMHEN 7: mette la sua firma dopo 108 giorni dall’ultima volta. Era mancato. Tanto. Il suo gol è frutto di un colpo di testa la cui spizzata ha lasciato vedere tutta la sua elasticità corporea oltre ad uno stato famelico che renderebbe felice ogni nonna di questo mondo. Bomber ritrovato. (Petagna voto 7: dirompente il suo ingresso in campo. La sua stazza si fa sentire, e si fa trovare pronto quando è chiamato in causa. Il suo tap-in vincente è una ciliegina per un ragazzo che si fa sempre in quattro)

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