Dove eravamo rimasti? Con il Napoli arrancante in campionato dopo il pari a Udine e vittorioso in Champions con la qualificazione agli ottavi. Gara che nonostante la vittoria aveva portato all’esonero di Ancelotti sostituito da Rino Gattuso. L’esordio del calabrese non ha sortito gli effetti desiderati.  Gli azzurri perdono la gara casalinga contro un Parma, 1-2, e restano a 21 punti che costringono a guardare indietro più che avanti.

Il primo Napoli di Gattuso, vede Meret in porta; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly e Mario Rui sulla linea a 4 di difesa, Ruiz, Allan e  Zielinski in mediana e il trio d’attacco Callejon, Milik e Insigne. Il 4-3-3 tanto invocato dai tifosi e dagli addetti ai lavori nelle ultime settimane non ha prodotto quanto pianificato. Il problema non è di natura tattica o di modulo, ma evidentemente di testa e di approccio. Certo Gattuso non poteva fare miracoli in tre giorni, e infatti il Napoli dei primi dieci minuti è stato disastroso come confermato anche dal tecnico in conferenza stampa.

Pronti, via e subito il Parma va in vantaggio al 3’ con l’ormai certezza Kulusevski che si invola verso la porta mentre Koulibaly viene fermato da un infortunio muscolare che lo costringe alla resa dopo 5’, al suo posto Luperto.

Il Napoli assente nei primi minuti, rischia la capitolazione per opera di Cornelius. Zielinski uno dei pochi in partita ci prova e Insigne (fischiato e criticato) cicca un bel servizio di Di Lorenzo. Anche il Parma è costretto a sostituire Cornelius per infortunio che viene sostituito da Sprocati. Il nuovo assetto del Parma sembra favorire il Napoli che comincia a giocare in modo più convinto. Al 24’ Zielinski spreca il pallone del pareggio, mentre al 33’ Insigne sbaglia un gol fatto servito da Milik. A tre minuti dalla fine del primo tempo, Gervinho colpisce il palo, complice anche una deviazione di Meret. Allo scadere rigore per il Napoli che il VAR trasforma in una punizione dal limite, anche questa sprecata da Insigne.

Molto meglio il Napoli del secondo tempo. Gli azzurri assediano la metà campo del Parma che forse si ferma troppo presto. Al 58′ bella punizione di Insigne ma Sepe respinge, ripetendosi pochi secondi dopo su un tiro-cross di Milik. Ancora il polacco al 61’ ci prova di testa, ma Sepe si conferma. Le prima mossa di Gattuso è Mertens per Allan e il Napoli trova il pari al 64′: perfetto cross dalla destra proprio di Mertens e colpo di testa di Milik che spiazza Sepe.

Ci si aspetterebbe l’arrembaggio per portare a casa la prima vittoria dopo tanto tempo, invece il Napoli perde spinta e continua a sbagliare molto a centrocampo. Al 71′ miracolo di Meret per dire di no a Gervinho. D’Aversa ridisegna i suoi con un 3-5-2, mentre, mentre Gattuso regala 15 minuti a Lozano che sostituisce Insigne fischiatissimo al momento del cambio. La partita si avvia verso l’ennesimo pareggio degli azzurri e i 4 minuti di recupero sembrano solo lo stanco epilogo di una partita non certo bella e invece si trasformano nell’ennesimo incubo, con lo scivolone di Zielinski che scatena il contropiede emiliano con Kulusevski e Gervinho che confezionano il gol vittoria.

Delusione e rabbia le conseguenze dell’ennesimo passo falso. Una classifica che si fa preoccupante considerando il valore della squadra e soprattutto gli evidenti problemi di testa. Gattuso deve lavorare soprattutto su questo, la qualità dei giocatori è indiscutibile, vanno risolti i problemi interni e provare a salvare una stagione che ora sembra destinata al fallimento totale.

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