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Napoli. Integrazione per migranti e rifugiati

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Foto: Riccardo Siano

Una manifestazione antirazzista a Napoli ha visto sfilare tremila persone in corteo che hanno attraversato la città, da piazza Mancini fino a via Santa Lucia, sotto la sede della Regione Campania.

“Su la testa” il titolo dell’iniziativa, che ha visto partecipare collettivi studenteschi e associazioni. L’evento è stato organizzato per la giornata di mobilitazione e sciopero degli immigrati, dei rifugiati e degli antirazzisti contro le politiche di discriminazione. Chiedono tra le altre cose, l’abolizione della Bossi-Fini, il no al pacchetto sicurezza e contro l’apertura di nuovi CIE in Campania e in Italia, il riconoscimento del diritto di residenza, di asilo e i diritti di cittadinanza, lo sblocco di oltre diecimila permessi di soggiorno fermi in questura, lo sgombero del campo rom di Gianturco e una nuova sanatoria che permetta finalmente a migliaia di persone di uscire dalla clandestinità sociale e dallo sfruttamento.

Sempre in chiave immigrazione e integrazione, è stata organizzata una serata speciale al San Carlo. Una serata davvero speciale, dove per qualche ora, si è suonata una musica diversa, non tanto per le note, ma per l’atmosfera. Una serata multietnica, piena di colori. Interpreti di tutto ciò un pubblico speciale e inusuale per il luogo. 1300 persone provenienti da 40 diversi Paesi del mondo. Paesi da dove si fugge per bisogno e non per scelta.

Il San Carlo e il comune di Napoli hanno invitato un nutrito gruppo di cittadini stranieri che vivono a Napoli, e loro hanno risposto riempiendo la sala in ogni ordine di posti, in ogni loggione.

Foto: Riccardo Siano

Un colpo d’occhio bellissimo, particolare, fatto di colori e un mix di lingue e di storie. Grande la meraviglia che si è potuta leggere negli occhi del pubblico dinanzi alla bellezza del teatro lirico più antico d’Europa. Tante le dichiarazioni di stupore e di meraviglia raccolte dentro e fuori il San Carlo. Una bella serata regalata a chi tutti i giorni compie un percorso irto di spine e dolori, per farsi accettare, anche se dalle dichiarazioni raccolte, sia durante la pacifica manifestazione di protesta, sia durante la serata a teatro, si evince che Napoli è una delle città più tolleranti e più accoglienti d’Italia, e che i Napoletani seppur vivendo situazioni problematiche, riescono ad accogliere ed integrare questi fratelli in condizioni peggiori, confermando che Napoli è una grande città con un grande popolo.

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Raccontare quello che accade senza dare giudizi, senza cedere alle pressioni, probabilmente non è il giornalismo dei giorni nostri, ma è sicuramente dare il giusto servizio ai lettori. Vive a Casoria, scrive, fotografa, sogna.