Foto: Metropolis

I giorni di Maradona a Napoli non sono mai banali, il filo che lo lega in modo viscerale a questa città è più forte di quello che lega a tanti a cui la città ha dato i natali.

Per il suo arrivo a Napoli, dopo 3 anni, la città si è mobilitata in massa, almeno la parte che riconosce in Maradona l’ultimo masaniello, anche se solo a livello calcistico, ma qui a Napoli il calcio conta e non poco nell’economia della vita quotidiana.

Addirittura ieri sulle paline dell’Anm, la società di trasporto pubblico, si poteva leggere il messaggio “Bentornato Diego”. Maradona è arrivato in città 3 giorni fa, per andare in scena al Teatro San Carlo nello spettacolo scritto e diretto da Alessandro Siani «Tre volte 10», in programma ieri sera, dopo la conferenza stampa dell’altro giorno in cui già aveva dato spettacolo con battute e rivelazioni. Ieri sera ha ringraziato i presenti, ritenendoli amici e confermando di sentirsi a casa sua in questa città. Un mix di appelli sociali e personali, rivolti prima ai ragazzi di Napoli che devono combatter contro la camorra: “Napoli ce la farà e ai ragazzi dico: niente droga e armi, l’esempio più bello è l’orchestra del rione sanità” e poi uno, questo molto personale, rivolta a Diego Junior, presente in platea, “Non ti lascerò più”. Ha anche scherzato sul costo del biglietto, che in alcuni casi è arrivato a 300 €, tirando in ballo Pelè : “So che Pelè farà un’esibizione per 200 e lui deve arrivare sempre secondo”

Lo show scritto da Alessandro Siani, dedicato al campione, è nato per ricordare i 30 anni del primo scudetto del Napoli, da qui il titolo “Tre volte 10”, con Diego che entra in scena sulle note di “Life is Life, intonata da 50 ragazzi del rione sanità, citati da Diego, collocati nella buca dove di solito ci sono gli orchestrali del San Carlo. Accolto da cori da stadio e maglie azzurre, dai 1300 che nonostante i prezzi hanno riempito il teatro.

Peppe Lanzetta ha iniziato lo show raccontando il ritorno di Maradona, con “o rre è turnato”, e poi il sentimentale abbraccio ad uno dei più fidati amici quando calcava i campi in Italia, il mitico massaggiatore Carmando. Non sono mancate battute contro la UEFA e la FIFA, da sempre nel mirino di Diego e un appunto su De Laurentis, “Il presidente vuole quello due vogliamo noi: vincere. Abbiamo fiducia in lui”, prima di chiudere come detto in precedenza, chiedendo scusa al figlio Diego Junior. Tra i protagonisti di questo show che resterà nella memoria dei presenti e degli amanti del calcio e di Diego, Lina Sastri, Valentina Stella, Clementino e lo scrittore Maurizio de Giovanni.

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