Non è accaduto a Napoli o provincia. È successo al Nord.

Riportiamo la notizia in quanto risulta assurdo un licenziamento senza preavviso dopo una maternità.La vicenda sconvolgente  è accaduta ad una signora di Bergamo.

I 230 dipendenti della Reggiani Macchine di Grassobbio, in provincia di Bergamo, hanno deciso di smettere di lavorare per un’ora dopo aver avuto la notizia del licenziamento di una collega. La donna, madre di due figli e da un po’ di tempo rientrata dalla maternità, si è vista ricevere tale provvedimento per la cosiddetta soppressione della mansione, ovvero una riorganizzazione che ha tenuto fuori la sua posizione. Lo hanno comunicato i sindacati CISL Fim Fiom e CGIL durante un’assemblea relativa all’assorbimento di Efi. Essi dicono che il provvedimento è stato preso senza alcuna comunicazione precedente, per questo i dipendenti sono preoccupati per la modalità in cui si è svolta la vicenda e chiedono il ritiro del licenziamento e il ripristino di relazioni più corrette.

 Bisogna dire intanto che la legge, vieta al datore di lavoro di licenziare le dipendenti durante o dopo la maternità, previo caso di mancanza di un certificato medico che dimostra lo stato “interessante” o l’eventuale fallimento dell’azienda: “La legge vieta al datore di lavoro di licenziare la lavoratrice madre dall’inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. La legge interviene a tutelare la lavoratrice riconoscendole l’indennità di maternità anche nel caso in cui la stessa presenti le dimissioni volontarie nel periodo che va dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno di vita del bambino”.

 

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