L’artista e fotografo Mario Bene lancia un appello attraverso facebook: Casoria, città di Santi e di Beati, potrebbe avere un’icona in più.

Madre Flora, un simbolo e fondatrice della Chiesa Del volto Santo a Capodimonte, ha dimorato a Casoria tra il 1938 e il 1940; l’idea, richiesta un paio d’anni fa al sindaco Fuccio, era quella di apporre una targhetta commemorativa al di fuori della sua abitazione dove risiedette assieme al marito, accompagnata da una piccola celebrazione tra l’altro con la partecipazione dei frati di Capodimonte, nonchè celebrarla con una giornata in sua memoria.

Sono passati due anni, ma tutto è rimasto lettera morta: non esistono simboli per ricordare la signora che, si racconta, compì anche numerosi miracoli ed ebbe parecchie visioni mistiche.

Vi presentiamo da facebook l’accorato appello dell’artista casoriano:”

Casoria 
Palazzo dove “Madre Flora” (al secolo Florinda Romano), fondatrice della Casa del Volto Santo ai Ponti Rossi (Capodimonte ), vi ha abitato a Casoria dagli inizi del 1938 alla fine del 1940 a Vico V Marco Rocco 39.

APPELLO AL SINDACO DI CASORIA AVV. PASQUALE FUCCIO 
Egregio Sindaco, durante le mie passeggiate fotografiche sono venuto a conoscenza che Madre Flora, Fondatrice della Casa del Volto Santo ai Ponti Rossi, dall’inizio dell’anno 1938 alla fine dell’anno 1940 ha abitato nella nostra città. Di ciò ho anche fatto una verifica agli uffici dell’anagrafe confermando la notizia appurata. Poiché ritengo tale fatto di grande importanza per la storia di Casoria e un tassello aggiuntivo al nostro turismo religioso, prima che cada in dimenticatoio, suggerisco di porre una targa sul palazzo a ricordare il passaggio casoriano della religiosa; e lei Sig.Sindaco che sta dimostrando di essere attento ai fatti della storia di Casoria penso, certamente, prenderà a cuore la proposta. Fiducioso di un suo interessamento distinti saluti. Mauro Bene”.

Casoria città di santi e di beati: Madre Flora rappresenta quel personaggio un pò “saltato” che darebbe più lustro al nostro comune.

Basterebbe un simobolo per ricordare la donna a tutti i cittadini, presenti e futuri e la cosa naturalmente, potrebbe incentivare quel turismo religioso tanto ricercato nella cittadina.

Al momento dopo due anni, è tutto lettera morta: speriamo al meglio per il futuro…

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