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“Lux in tenebris” alle Catacombe di San Gennaro

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???????????????????????????????Nella città di Napoli è sempre esistita una particolare cura per i morti. Si è sempre ritenuto infatti che il defunto conservasse stretti rapporti con il luogo della sepoltura e che avesse gli stessi bisogni dei vivi. Le catacombe napoletane sono uno straordinario esempio, attraverso pitture, iscrizioni e  architetture sotterranee del rapporto tra i vivi e i morti, tra il sacro e il profano. Queste ampie gallerie uniche al mondo sono scavate nel tufo giallo con grandi giochi di luce e di ombre. “ Lux in tenebris” è una rassegna di eventi che si svolgono all’interno dei siti più importanti del Rione Sanità e che durerà quest’anno fino al 2 agosto. Sabato 19 luglio si è potuto assistere presso le Catacombe di San Gennaro ad una visita guidata e ad uno spettacolo di Marilena Lucente con Ilaria Delli Paoli e la regia di Roberto Solofria intitolato “Napoli 1647- Rivoluzione d’amore”, storia di Bernardina Pisa, moglie di Masaniello e protagonista della rivoluzione del 1647. La visita è stata incentrata sui due livelli delle catacombe che sono le più importanti del Sud Italia per ampiezza e valore storico artistico. Si ritrovano all’interno tombe gentilizie affrescate con i membri delle famiglie, antiche basiliche a tre navate, fosse comuni, loculi, lucernari e simboli pagani mischiati a quelli cristiani. Le catacombe venivano scavate nella zona extra moenia della città, ossia fuori le mura, e tutte erano collegate tra di loro tale da realizzare una città sotterranea dei morti(ricordiamo anche le Catacombe di San Gaudioso nel Rione Sanità). Oggi l’ingresso alle catacombe di San Gennaro è collocato presso i giardini della Basilica di Santa Maria del Buon Consiglio di Capodimonte e attraverso un camminamento si arriva all’interno del sito che subito avvolge curiosi e turisti in un’atmosfera eterea e anacronistica. Le catacombe di San Gennaro rappresentano il modus vivendi delle prime comunità cristiane, di come queste concepivano il culto dei morti e sono soprattutto un simbolo della fedeltà del popolo napoletano verso i propri vescovi e patroni. Qui infatti sono stati sepolti Sant’Aspreno, Sant’Agrippino e l’immancabile San Gennaro, da cui deriverà il nome delle catacombe e la loro rovina quando il suo corpo fu traslato dai Longobardi nel IX secolo. Da lì infatti le catacombe cominciarono a versare nel degrado fino a quando poi durante la seconda guerra mondiale furono utilizzate come rifugio antiaereo. Grazie a iniziative come “Lux in tenebris” questo luogo è stato ridonato ai napoletani e ai turisti. In questo progetto hanno collaborato varie fondazioni e associazioni culturali, artistiche e teatrali che hanno come protagonisti giovani napoletani come EsseArte, NtS (Nuovo teatro Sanità), Officina dei Talenti, gli Iron Angels.  La particolarità di questo evento consiste nell’aver combinato l’antico del sito archeologico delle catacombe, il moderno del racconto della rivolta di Masaniello e del vicereame spagnolo a Napoli e il contemporaneo della creatività dei giovani napoletani che si mostrano fautori di un nuovo volto da donare alla città.

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Storica dell'arte, addetta all'accoglienza turistica Regione Campania. Ama l'arte in tutte le sue poliedriche sfaccettature, dalla letteratura al cinema, dal teatro alle mostre museali, il tutto condito dalla passione per la cucina meridionale. La citazione che più la rappresenta appartiene ad Oscar Wilde:"Si può esistere senza arte, ma senza di essa non si può vivere".