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L’ora del tè

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Alla vista di una bella tazza di tè fumante, subito, la nostra mente associa tale immagine a quella di un englishman che, alle 5:00 del pomeriggio, interrompe le sue attività per sorseggiarla.

Questa usanza risale alla seconda metà dell’Ottocento e fu introdotta da Anna Russel, Duchessa di Bedford, amica e dama di corte della Regina Vittoria, che proprio non riusciva ad attendere la cena delle 20:00 e, così, ideò questo “spuntino” giornaliero a base di tè, accompagnato da biscotti o dolci che sarebbe, ben presto, diventato un’iconica abitudine inglese!

Ma questo, forse, lo sapevate già…quello che, probabilmente, è meno noto è che, in realtà, dietro questo rituale, si cela un suggerimento nutrizionale molto valido!

Anna Russel era una nutrizionista sotto copertura? …lo scopriremo a fine articolo!

Il tè è una bevanda derivante dall’infuso delle foglie di Camellia sinensis ed è la terza bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua e il caffè, grazie, perlopiù, alla sua versatilità: freddo o caldo, al limone o a pesca, verde o nero, con latte o senza…le varianti sono tantissime!

Il tè, nonostante la sua semplicità e la quasi assenza di calorie, è ricco di principi attivi come la teofillina che ha proprietà stimolanti, simili a quelle della caffeina; la teina che altro non è che la caffeina contenuta nelle foglie di tè; i tannini che hanno sia proprietà astringenti (dopo una tazza di tè senti l’interno della tua bocca secca? Colpa dei tannini!) che disinfettanti, antiossidanti e antinfiammatori: agevolando il benessere della flora batterica, contrastano i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare.

I tannini, tuttavia, hanno lo svantaggio di inibire l’assorbimento del ferro derivante da alimenti di origine vegetale, come cereali, legumi e verdure; infatti, tale prezioso elemento può essere assorbito in maniera più o meno efficace, a seconda degli alimenti a cui è abbinato.

Per ottenere un assorbimento ottimale, gli alimenti ricchi di questo minerale andrebbero abbinati principalmente a quelli ricchi di vitamina C, come agrumi, uva, peperoni, pomodori, broccoli, lattuga, cavolfiore, e di vitamina A, come zucca, albicocche, tuorlo d’uovo; andrebbero, inoltre, abbinate le verdure con carne e pesce poiché la cisteina in essi contenuta ne favorisce l’assimilazione. Un consiglio prezioso, per l’assimilazione ottimale del ferro, consiste nell’usare erbe aromatiche per condire le pietanze, in quanto esse, oltre ad essere naturalmente ricche di ferro, contribuiscono a mantenere alta l’acidità dello stomaco, un fattore importante per l’assorbimento del ferro.

Al contrario, ci sono alcuni abbinamenti che andrebbero evitati, come alimenti ricchi di ferro e quelli ricchi di calcio nello stesso pasto; ad esempio, mozzarella e prosciutto, per quanto gustoso, è un binomio che ostacola l’assimilazione del ferro.

Proprio i tannini, citati prima, sono tra i principali responsabili del cattivo assorbimento di ferro ed è per questo che andrebbe evitata l’assunzione di tè, caffè e cioccolato in prossimità dei pasti, prediligendoli, invece, come spuntini intermedi.

In quest’ottica, l’abitudine del tè delle 17:00 risulta essere una buona abitudine anche dal punto di vista nutrizionale.

…vuoi vedere che la nostra duchessa lo sapeva già?

Fonte foto: MLA Blog

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Classe ’91, Docente di Matematica e Scienze nella scuola secondaria, Biologa nutrizionista iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi. Appassionata e curiosa, soprattutto di tutto ciò che concerne il mondo scientifico, con l’ambizione di trasmettere, attraverso opere di divulgazione, come articoli o seminari, il fascino delle scienze, la loro implicazione nella vita di tutti i giorni e consigli per un sano stile di vita.