Fonte foto: https://www.startmag.it/

Per il quarto giorno consecutivo, a Casoria non si registrano casi positivi di Covid-19 e il dato in tutta la Campania, conferma il rallentamento del contagio almeno nella nostra regione e in tutto il centro-Sud. Ieri su 3014 tamponi, sono risultati positivi solo 13 tamponi e in totale dall’inizio dell’emergenza, su 76108 tamponi i tamponi risultati positivi sono 4423. In questo momento i cittadini Campani ancora positivi sono circa 2800 per effetto dei quasi 1300 guariti e delle 360 vittime. Un dato che conferma la spaccatura dell’Italia, che vede il Centro-Nord in particolare Lombardia e Piemonte, ancora alle prese con migliaia di contagi e che a questo punto dovrebbero essere considerate un tantino diversamente rispetto alle altre regioni. L’ultimo decreto relativo alla fase 2 ha lasciato perplessi la maggior parte  dei cittadini Italiani, in particolare al Sud. Molte attività commerciali si vedono costrette a restare chiuse pur avendo un numero di contagi che lascia ben sperare per il futuro. In molti puntano il dito contro la generalizzazione delle misure restrittive, e sono contro i divieti che stanno rendendo difficile il presente e mettono a rischio il futuro. Purtroppo i soldi promessi tardano ad arrivare e per molti sarà tardi quando questo avverrà. Vanno chiuse le regioni e ognuna deve riaprire considerando il reale dato del contagio, invece si assiste ad una chiusura generale e poi si permette alle persone di spostarsi dalla Lombardia verso il Sud. Queste sono le proteste e le considerazioni che la maggior parte dei commercianti e dei cittadini normali stanno facendo in questi giorni. Se in Lombardia e Piemonte la situazione tarda a normalizzarsi, non può pagare tutta l’Italia, in molti chiedono che solo quella parte venga considerata zona rossa e per le altre una ripartenza graduale ma più veloce per far ripartire l’economia. Un’informazione, mai così pilotata come in questo momento, racconta di essere inferiori che si sono salvati grazie alla poca voglia di lavorare rispetto al Nord, ma la realtà è un’altra, la realtà è fatta di un popolo abituato a soffrire che ha saputo rispettare le regole e pagherà un prezzo molto più alto a livello economico, mentre al Nord si è assistito ad un correre dietro il lavoro con la paura del futuro economico. Mai come ora l’Italia è divisa in due, sotto molto punti di vista, sul piano sanitario, economico, politico. Un’Italia che non riesce ad aiutare il suo popolo, ma questo non lo abbiamo scoperto ora, la pandemia ha solo confermato che le parole se le porta il vento e che i fatti raccontano altro e noi non siamo bravi a fare muro contro le avversità, ma capaci solo di dividere e creare tensioni.  Si diceva, uniti ce la faremo, andrà tutto bene, la realtà è che non andrà tutto bene, andrà come deve andare e che unita l’Italia non lo sarà mai, finché ci saranno persone che anche in un momento come questo, diventano sciacalli. Dobbiamo imparare a convivere con l’emergenza sanitaria e ancor di più con quella economica, ma forse qui almeno noi popolo “inferiore” siamo più abituati, noi che da sempre abbiamo imparato l’arte di arrangiarci ne usciremo, pagando pegno in molti casi ma ce la faremo.

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