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L’Italia contenta di andare in bianco ma non troppo

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Da oggi l’Italia è tutta bianca, la battaglia cruenta contro il Coronavirus segna un ulteriore passo in avanti verso la vittoria. 
Da oggi non ci sarà più alcun coprifuoco e soprattutto si potrà mettere in tasca la  mascherina – diventata un incubo specie durante queste ondate di caldo – e non usarla quando si sta all’aperto e ad una distanza di sicurezza da altre persone. 
Si tratta di un importante alleggerimento delle misure restrittive che ormai tutti abbiamo imparato a conoscere ma non sarà per tutti. Su tutto il territorio nazionale resta l’obbligo di indossarla nei luoghi chiusi o affollati, anche se all’aperto. 
Ancor peggio va ai cittadini della Campania per cui anche se si entra in zona bianca resta l’obbligo per effetto di un’altra famigerata Ordinanza del presidente Vincenzo De Luca. In Campania non solo sarà obbligatorio indossare la mascherina all’aperto ma per la maggioranza degli esercizi commerciali che effettuano somministrazione e vendita di alcolici sarà vietata la vendita da asporto oltre le 22.00 e fino alle 06.00 del giorno dopo. Vietato altresì il consumo, sempre di bevande alcoliche, negli spazi antistanti i locali, nelle piazze, nei luoghi pubblici. In pratica un tentativo di arginare la movida in questa fascia oraria. Un coprifuoco mascherato. 
In verità, tanto torto al governatore della Campania non gli si può dare. Tutti gli esperti lo confermano, la vittoria contro il Coronavirus è ancora lontana. La diffusione del virus è stata ravvivata dalla “variante Delta” che partita dalla Gran Bretagna e ormai diffusa in tutta Europa. Lo dimostrano anche i dati sull’andamento dei contagi che al netto dei vaccini che comunque si stanno facendo; al netto di un minimo di immunità che comincia a diffondersi; la curva dei contagi decresce molto lentamente e soprattutto di Covid19 ancora si muore, tanto troppo. 
Per questo motivo che si deve ancora fare uno sforzo per ottimizzare le somministrazioni dei vaccini che devono poter essere finalmente affidati alle farmacie attrezzate e nel frattempo, per quanto riguarda Casoria, è in caso di riaprire il centro vaccinale a via Primo Maggio. 

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Ha iniziato l'attività giornalistica come cronista nel 1994, ancor prima di conseguire la Laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II (2003). Formatosi presso il settimanale della Curia Arcivescovile di Napoli "Nuova Stagione" e presso un periodico locale "Casoria Due" distribuito nella provincia a nord del capoluogo, ha svolto numerose collaborazioni quotidiani di rilievo regionale, in qualità di corrispondente dal comprensorio dei comuni a nord di Napoli. Tra le testate dove ha pubblicato propri servizi ed articoli: Il Roma, Il Giornale di Napoli, La Città, Metropolis e presso il quotidiano on-line Napoli.com. A partire dal 1999, all'attività di free lance, ha associato il lavoro presso Uffici Stampa di Enti Pubblici, tra cui la Provincia di Napoli, il Comune di Casoria, il Comune di Qualiano e l'Agenzia "Città del Fare". Nel settore della carta stampata è stato Caporedattore della rivista specializzata nel mondo della disabilità “Noi, gli altri, edita dall'A.I.A.S. (2004); è stato fondatore e direttore del settimanale "L'Urlo" edito nell'area giuglianese (2006) nonché fondatore e direttore del settimanale free press "Laltrolato" pubblicato nell'area nord di Napoli (2008). Nel settore radio-televisivo è stato redattore del radiogiornale di "Radio Ombra Sound" (1998) e collaboratore di trasmissioni di intrattenimento politico presso la televisione locale Tele Club Italia (2007). È stato direttore del Tg dell'emittente web UnicaChannel .