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L’iniziativa del Comitato Stella per raccontare Casoria attraverso il libro di Giulia Campece

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12729272_1056747257700013_3792821639290436656_n (1)Siete fieri della città in cui abitate? Molti Casoriani risponderebbero di essere orgogliosi di essere Napoletani. Come dargli torto, d’altronde cosa c’è da essere fieri nell’essere Casoriani? Non vantiamo bellezze naturali, né architettoniche, né tantomeno artistiche. Non possiamo neanche più arrogarci i privilegi di un’industrializzazione che pure è stata per anni alla base dello sviluppo della nostra città. Di quella ricchezza, di quel progresso, non restano che i ruderi dei poli industriali, le strutture abbandonate e fatiscenti che contribuiscono all’attuale degrado, simbolo di quel che siamo stati e che non siamo più.
Cos’è Casoria? La periferia di Napoli. Un agglomerato urbano senza arte né parte, una città senza radici, priva di storia. Eppure Casoria una storia ce l’ha e la racconta la Professoressa Giulia Campece nel libro “Casoria … una volta”, edizioni Sophìa, che verrà illustrato dall’autrice il 20 febbraio alle 17.30 presso la sede del Comitato Quartiere Stella, in via Quattro Giornate n. 19 a Casoria. Questo testo, sottotitolato “Cronache paesane del passato”, ci racconta del popolino, di gente semplice, che non verrà mai ricordata nei libri di storia e che, tuttavia, la storia l’ha fatta. Storie di altruismo e di miseria, di coraggio e dignità, ambientate in quei bassi che ci sono ancora, nelle piazze e per le vie familiari che percorriamo a piedi ogni giorno. Un excursus che va dalle origini del fascismo al dopo guerra, alternando storie divertenti a racconti tristi, come quello della strage di civili in piazza Cirillo ad opera dei Tedeschi. Chi siamo dunque? I personaggi della Campece, furbetti, menti semplici, cuori generosi, approfittatori, animi nobili, voltagabbana, spiriti appassionati con linguaggi coloriti. Santi e popolani! Ma a quanto pare siamo anche scrittori, artisti, pensatori, attivisti. Gente che, scavando le radici di un tempo che fu, riscopre il presente attraverso il passato. Un popolo pieno di passione che non accetta il decadimento, morale e materiale, di una città, nel suo piccolo, tanto grande!

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Marianna Izzo. Classe 85, diplomata in arte della grafica pubblicitaria e della fotografia e laureata in giurisprudenza. Attualmente svolgo l’attività forense, ma l'arte non l'ho mai veramente dimenticata! Ho tantissimi hobby e pochissimo tempo da dedicarvi, quindi sono sempre di corsa.