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Legge elettorale, voto finale in Senato il 27, poi il ritorno dell’Italicum alla Camera.

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italicum-2-770x513Lo scorso 21 gennaio, con 175 voti favorevoli, 110 contrari e 2 astenuti, il Senato ha approvato l’Espositum, l’emendamento presentato dal senatore Stefano Esposito del Partito Democratico e che ha avuto come effetto la cancellazione di ben 35 mila emendamenti presentati dall’opposizione parlamentare durante questi mesi di discussione sull’Italicum, quella che molto probabilmente sarà la nuova legge elettorale, la legge che stabilirà le regole per il “gioco” delle elezioni. Proprio per questo enorme “salto” l’emendamento è stato soprannominato anche “supercanguro”. Tuttavia, la conseguenza principale è la nuova veste che assume la legge elettorale e per la quale il voto finale al Senato è fissato per il prossimo martedì 27 gennaio. L’ultimo passaggio sarà, poi, il ritorno alla Camera dei deputati per l’approvazione finale. Sarà un percorso in discesa a quel punto, visti i numeri favorevoli che il Pd ha a Montecitorio rispetto a Palazzo Madama.

Come detto, l’Italicum è stato modificato rispetto al testo licenziato dalla Camera lo scorso marzo e dopo un “congelamento” di alcuni mesi. L’iter è, infatti, ripartito il 12 novembre scorso, mentre la discussione generale ha avuto inizio il 26 dello stesso mese. Il primo testo approvato dalla Camera prevede un premio di maggioranza alla coalizione che supera il 37%. Se nessuno raggiunge il 37% è previsto un ballottaggio tra le prime due coalizioni. Le soglie sono, poi, così fissate: per le coalizioni il 12%, per i partiti che corrono da soli l’8% e per i partiti all’interno delle coalizioni il 4,5%. L’assegnazione dei seggi avviene in 120 collegi plurinominali, con liste bloccate.

L’emendamento Esposito, invece, propone un sistema diverso. Il premio di maggioranza – pari al 55% dei seggi – viene assegnato non più alla coalizione ma alla lista che raggiunge la quota del 40% dei voti, conservando altresì il ballottaggio. Lo sbarramento, per la gioia dei partiti minori, viene modificato dall’8% al 3% per i partiti che si presentano da soli, mentre per chi si presenta in coalizione viene mantenuta la soglia del 4,5%, ma la coalizione deve raggiungere almeno il 12%. Infine, saranno 100 i collegi plurinominali in cui verranno eletti 6-7 deputati ciascuno e in cui il numero degli eletti non dipenderà dai voti raccolti nel singolo collegio, bensì dalle percentuali su base nazionale. Sono inoltre previste le preferenze e i capolista bloccati. Su questi ultimi è forte l’opposizione della minoranza all’interno del Pd.  Stabilito anche l’obbligo di alternanza di genere.

L’Italicum, tuttavia, potrà essere utilizzato a partire dal 1 luglio 2016. Lo prevede la cosiddetta “clausola di garanzia” per scongiurare un frettoloso ritorno alle urne. Pertanto, nel caso in cui questa legislatura dovesse interrompersi anticipatamente, il sistema di voto che verrà utilizzato sarà il “Consultellum”, una sorta di proporzionale puro definito nel dicembre 2013 dalla Corte Costituzionale a modifica della legge Calderoli.

Una precisazione finale sull’Italicum è comunque d’obbligo. La nuova legge elettorale riguarderà soltanto la Camera dei Deputati. Nelle prossime settimane, infatti, si dovrebbe giungere anche all’approvazione delle riforme istituzionali con il Senato che non sarà più elettivo.

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Napoli, classe 1985. Dopo gli studi in Relazioni Internazionali presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, si è laureato con il massimo dei voti e la lode in Scienze della Politica e del Governo all’Università degli Studi di Perugia, discutendo una tesi sperimentale dal titolo “Gruppi di interesse e lobbying. Come banche e assicurazioni influenzano il policy making in Italia”. Gli studi seguono la sua passione: la politica. Ha interesse per lobbying, public affairs, governance e democrazia partecipativa. Impegnato nel sociale e nell'associazionismo giovanile. Già Presidente dell’Associazione “La Tela Bianca”.