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L’Avvento al fianco di Madre Pia Brando

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di Margherita De Rosa – Nella bella cornice del Santuario del Sacro Cuore di Mugnano di Napoli, lo scorso 27 Novembre, si è svolta una solenne concelebrazione, presieduta da don Antonio Salvatore Paone, postulatore per la causa di Beatificazione della Serva di Dio Maria Pia Brando, sorella di Santa Cristina e fondatrice della congregazione del Sacro Cuore, poi fusasi con quella delle suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato di Casoria. Unite nella vocazione, le due sorelle Brando, lo saranno dunque anche nella santità, sebbene di Madre Pia se ne stia scoprendo da poco, al di fuori del territorio mugnanese, l’attualità del messaggio e del carisma. Il celebrante ha esordito invitando i fedeli a dare inizio al cammino dell’Avvento proprio sotto il segno di Madre Pia, confortati dalla sua testimonianza di consacrata sempre pronta a sovvenire i bisogni degli ultimi; perché ci sia un reale cambiamento di vita è indispensabile spalancare le porte del cuore a chi è nel bisogno, ai derelitti, così come faceva Madre Pia e, quindi, perché l’Avvento ci rinnovi realmente, dobbiamo seguirne fedelmente l’esempio. Nella sua sentita omelia, il postulatore ha poi così parlato: «Ringrazio suor Carla Di Meo, Madre Generale della Congregazione delle VEGS, i sacerdoti presenti, i sindaci intervenuti, l’assemblea dei fedeli e tutti coloro che si sentono figli del Sacro Cuore di Gesù. Stasera, la bontà di Dio ci ha consentito di radunarci perché Cristo ci parli, in quanto abbiamo bisogno di speranza certa, come diceva San Francesco di Assisi, del quale Madre Pia era figlia spirituale. Venite, dice Dio a tutti noi: Egli si rivolge alla sua Chiesa per spingerla ad abbandonare il vecchio sentiero per aprirsi al prossimo, spalancando le sue porte come spalancato è il Cuore di Gesù. E’ una spinta, quella che viene da Dio, ma anche un invito carico di speranza:  tutti siamo parte di quella storia d’amore che si vive facendo parte della Chiesa; in essa si rinnova l’unione con Dio e tra Dio e noi tutti, ai quali l’Altissimo si rivolge perché vuole farci riscoprire il Suo ruolo; a Lui siamo legati da una catena che non vuole ne’ deve spezzarsi; il Signore rivolge le sue parole ai genitori, alle famiglie, ai consacrati, a tutti Cristo Signore parla stasera perché Egli sa che c’è bisogno del suo amore, dell’amore che guarisce e salva. Vogliamo vivere questa celebrazione nel concreto, procedendo da qui, dal luogo che Gesù scelse, dicendo a Madre Pia: verrò a riposare qui per ristorarmi dalle offese ricevute, soprattutto da quelle provenienti dai consacrati….saliamo, dunque, come Gesù, il Golgota della salvezza, il Golgota che è l’altare, la collina su cui Cristo continua ad immolarsi, donandoci il suo amore e il suo perdono; per giungere a questo monte dobbiamo avere coraggio ed essere consapevoli che solo scalandolo saremo liberi. E’ difficile, ma Cristo ci sosterrà, ci proteggerà perché ciascuno di noi è la pupilla dei suoi occhi per quanto ci ama. Così fu per Madre Pia, che pure avrebbe desiderato una vita claustrale, ma che Cristo volle esposta al mondo, volle che aprisse il suo cuore ai poveri, ai reietti e che si portasse lungo le strade del paese al fine di cercarli e soccorrerli: non solo con la preghiera incessante Madre Pia supportava gli ultimi, ma con concrete opere di carità, realizzando quella che può definirsi, non a torto, giustizia sociale. Precorrendo i tempi, ella realizzò una riparazione alle offese ricevute da Cristo attraverso un agire pratico a favore degli emarginati, poiché comprese che la felicità di Cristo stava nella felicità degli ultimi…la fede di Madre Pia non fu una fede personalistica ma un’apertura completa al prossimo, apertura a cui dobbiamo guardare per essere protagonisti di un’autentica storia d’amore con gli altri e con Cristo. Certo, non possiamo ancora parlare di Maria Pia come di una santa, perché ciò sarà stabilito dalla Chiesa, ma dobbiamo, sul suo esempio, continuare a testimoniare la necessità d’amore, che il Cuore di Gesù voleva che fosse soddisfatta compiendo gesti di carità a vantaggio di quanti la società disprezzava e allontanava, allora come oggi… come lei, perciò, facciamoci portatori dell’amore che libera, che si genera dal prostrarsi ai piedi di Cristo e dall’affidarsi completamente a Lui. Iniziamo dunque l’Avvento con la fiduciosa speranza di alleviare le nostre sofferenze, mentre Madre Pia ci sarà compagna di viaggio, rivelandoci la grandezza del Cuore di Gesù. Vi invito, infine, ad approfondire la conoscenza di suor Maria Pia Brando che fu forte, tenace, colma della carità che viene sempre e solo da Cristo!». Molto coinvolgente il momento dell’offertorio, allietato da una gradevolissima danza, di cui sono state protagoniste giovani suorine che, simbolicamente, rinnovavano, con i gesti e con una bianca coroncina posta sul capo, il loro essere spose di Cristo. In conclusione, la Madre Generale, suor Carla Di Meo, ha ringraziato Dio per il dono della futura santa, palesando poi la sua gratitudine al postulatore, che tanto si sta prodigando per diffondere la conoscenza di Madre Pia e del suo operato. Padre Antonio ha poi sottolineato che quanto si sta verificando ora, è segno che questo è il tempo in cui Gesù vuole mostrare Madre Pia nella sua grandezza, così che ciascuno possa scoprire la dolcezza del Sacro Cuore, offerto ai peccatori dall’amore infinito che Dio Padre ha per tutti i suoi figli, comunque essi siano. Ci si è poi portati nella cappella dove risposano le spoglie mortali della Serva di Dio e nella quale è stata posta una bellissima tela, che ritrae il Sacro Cuore di Gesù, Madre Pia Brando e i sandali di cui, secondo la tradizione, la statua di Cristo si liberò per indicare alla consacrata la necessità di camminare tra la gente, se necessario, anche a piedi nudi, pur di soccorrere chi viveva nel pianto e nell’indigenza. Poi sono stati distribuiti a tutti candidi gigli, in memoria della richiesta che il Sacro Cuore fece a Madre Pia: – Fammi una corna di gigli intorno al cuore!-  A quel Cuore dovremmo rivolgerci in ogni circostanza, al fine di attingere la forza indispensabile per sopportare le difficoltà dell’esistenza e sperare in quella domenica senza tramonto, tempo in cui potremo conoscere la vera pace: che Madre Pia ce lo rammenti, così che possiamo vivere sereni e fiduciosi, certi che non siamo soli mai, anche quando il nostro quotidiano Golgota ci appare insormontabile….

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