piano-garanzia-giovaniPresentata come cavallo di battaglia del Job Act, la Garanzia Giovani si sta rivelando un vero e proprio bluff. Di fronte ad una crescente disoccupazione giovanile la speranza di avere un lavoro diventa un sogno per tanti giovani. Eppure, il  piano da 1,5 miliardi di euro per il biennio 2014-15, metà stanziati dall’Europa e metà dal governo per aiutare i giovani disoccupati, lascia molte perplessità. Innanzitutto quante possibilità di successo ha un progetto? Secondo il centro studio fondato da Marco Biagi, tra le Regioni che hanno aderito al programma e sottoscritto la convenzione (o almeno lo schema di convenzione) Basilicata, Marche (anche se per quest’ultima esiste una bozza), Molise, Sardegna, Umbria e Valle d’ Aosta non hanno un piano d’azione; Abruzzo e Sicilia sono sprovviste perfino di un portale di iscrizione all’iniziativa. Per i giovani che hanno risposto più tempestivamente la chance dovrebbe arrivare proprio ad Agosto, ma restano dubbi sulla capacità da parte dei centri di impiego di onorare il timing. Il dubbio in fin dei conti è fondato anche perché le aziende hanno la cattiva abitudine di organizzare male le turnazioni delle ferie dei dipendenti, visto che Agosto viene considerato un mese “passivo”. Tuttavia se da un lato rassicurano le parole di  Bruno Busacca, capo della segreteria tecnica del ministro Poletti, il quale è fiducioso nella riuscita del progetto; dall’altro lato non è vista in maniera così rassicurante dalle agenzie private accreditate col programma. In realtà non si capisce quanto le Regioni vogliano effettivamente l’ingresso dei privati e con l’arrivo dell’estate sarà sicuramente tutto molto complesso. Tuttavia  c’è chi nell’opinione pubblica crede nella sharing economy : magari aprire tutte le attività e gli spazi che chiudono d’estate e destinati a progetti realizzati dai giovani, avendo così la loro chance di mettersi alla prova. Sta di fatto che, ad oggi, le occasioni di lavoro sono poche, 100 mila iscritti per 3.300 posti di lavoro: un rapporto troppo alto per essere considerato efficiente. In Francia il piano è stato realizzato prima su scala locale, per sperimentare funzionalità e rischi. In Italia, il programma Garanzia Giovani è partito direttamente su piano nazionale. Insomma, per voler far troppo rischiamo di non fare niente.

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