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L’arte, la Cultura e la Festa degli Innamorati a Napoli

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Questa volta tocca al Palazzo Reale in piazza Plebiscito a Napoli, essere sugli scudi. L’occasione propizia viene offerta dalla Festa degli Innamorati dalla ricorrenza, cioè, di San Valentino, il 14 febbraio. Il Polo Museale della Campania, sotto l’egida del MIBACT, ha pensato bene di utilizzare l’occasione per segnalare l’opportunità di effettuare una visita straordinaria all’alcova della regina Maria Amalia di Sassonia e del consorte Carlo di Borbone, re di Napoli e Sicilia, nonché futuro Carlo III re di Spagna. Tra quelle mura furono consumati autentici slanci amorosi tra un re, che aveva solo 22 anni ed una regina, che ne aveva addirittura 14, poco più che adolescente, quindi, tanto da dover attendere una dispensa papale per convolare a nozze. Siamo nel 1738. La loro fu una storia breve ma intensa, con un re, marito innamorato e fedele ed una regina, già madre a 16 anni, che diede a Carlo ben 13 figli, ma dal carattere non facile. Maria Amalia era alta, bionda, dagli occhi azzurri, colta e vivace, ma dal temperamento irascibile. Carlo fu paziente e tollerante con la sua piccola sposa, da sempre: una forte affinità costituì un legante mai dissolto, almeno fino a  quando complicazioni pleuropolmonari condussero alla tomba la sovrana, alla giovane età di 36 anni. La breve premessa aiuta a comprendere meglio il perché della scelta del sito per celebrare la ricorrenza. Veniamo all’Arte. Oggetto della visita sarà la Sala XIV, meglio conosciuta come “Appartamento della Regina”, perché un tempo parte integrante dell’appartamento privato di Maria Amalia. In realtà era il quarto salotto della Regina, con un soffitto decorato con opere di Giovan Battista Natali. Non poteva che essere in classico stile “rococò”: stucchi in bianco su sfondo oro, con motivi decorativi che alludono all’amore ed alla fedeltà coniugale, rappresentati come sono da figure quali colombe, amorini che scoccano frecce d’amore, ippogrifi e vasi con fiori. Alle pareti troviamo quadri di scuola napoletana, tra i quali spiccano Orfeo e le Baccanti e l’incontro di Rachele e Giacobbe, opere di Andrea Vaccaro, alle quali si aggiungono due tele di Luca Giordano. Il piatto forte, però, è costituito dalle Sale XXVI – XXXIV. É, appunto, alle spalle di queste sale, rivolta a Mezzogiorno, che si apre l’alcova della regina Maria Amalia, dove sono stati riscoperti i “Passetti”. La Sala XXVI era una Cappella, decorata con “L’Allegoria della Concordia” maritale, che viene protetta dalla colomba dello Spirito Santo. Mentre la Sala XXXIV presenta un soffitto affrescato da Domenico Antonio Vaccaro e raffigura “L’Allegoria della Maestà Regia” che viene sorretta dalla “Pace”, dalla “Fortuna”, dal “Dominio”. La natura così particolare di questo ambiente ad uso privato e dedicato all’amore tra i due sovrani che vissero questi spazi ristretti, determinò la copertura degli affreschi. Quasi a volerne preservare anche la vista da occhi indiscreti, facendo uso di un soffitto ribassato, un contro-soffitto, all’indomani del trasferimento al secondo piano delle stanze di abitazione, il c he avvenne dopo il 1837. La visita, dunque, è da non perdere, soprattutto per tutti gli innamorati di oggi, che potranno apprezzare la spiritualità presente anche tra gli innamorati di sangue blu di svariati decenni fa. Tanto le varie cene a tema, presenti a iosa tra gli eventi nella nostra città, sono comunque destinate a… passare. Questa, invece, è una visita che….. resta, per il suo sapore del tutto particolare ed un fascino che va oltre il tempo e l’effimero.

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Laureata in Beni Culturali e specializzata in Organizzazione e Gestione del Patrimonio Culturale ed Ambientale presso la Federico II di Napoli. Collabora con “Napoli Caput”, un blog che mira alla valorizzazione della nostra cultura e del nostro presente-passato. Innamorata di Napoli e della sua immensa bellezza, convinta assertrice che attraverso la conoscenza della Storia della nostra città, possa essere possibile la riscoperta del senso di appartenenza che molti hanno perso. Appassionata di Arte e fotografia, da sempre alla ricerca di luoghi poco conosciuti e poco valorizzati. Ama scrivere e si definisce persona contraria ad ogni tipo di pregiudizio e grande sostenitrice delle enormi potenzialità di Napoli.