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Largo San Mauro interventi ed aneddoti di una città ricca di storia da scoprire.

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Prime ore della mattina del 1 luglio 2019, la città viene svegliata dall’apertura di una voragine nel Largo San Mauro che si apre sotto il peso di un automezzo della società Casoria Ambiente che si accingeva a concludere il suo quotidiano giro.

Da allora si è avviata una serie di procedimenti e studi che hanno condotto a distanza di tre mesi al recupero in sicurezza del mezzo.

Proviamo a ripercorrere insieme le tappe di quanto messo in campo dal settore LL.PP. di Casoria attraverso le indicazioni forniteci del Dirigente Napolitano.

Nell’immediato sono stati effettuati gli interventi più urgenti di messa in sicurezza delle reti del gas e dell’energia elettrica ed il ripristino dell’acquedotto e le operazioni di messa in opera di una recinzione metallica (altezza 2 mt), e barriere in calcestruzzo (tipo new jersey) per perseguire maggiori gradi di sicurezza per l’inibizione dell’area al traffico sia pedonale che veicolare. Sono stati evacuati i due edifici prospicienti la voragine, per i quali non si rilevano segni visibili di dissesti conseguenti al verificarsi della voragine. Successivamente sono state eseguite delle prospezioni geoelettriche in aree limitrofe alla voragine, nelle due direzioni ortogonali per ottenere dati sullo stato del sottosuolo, è stata realizzata una ricognizione dei sotto servizi e della loro efficienza a ridosso della voragine mediante georadar, sono stati effettuati dei rilievi in 3 dimensioni con la tecnica del laser scan, e l’ausilio di un drone per rilevare l’intera voragine; sono stati effettuati dei sopralluoghi nelle aree limitrofe ed in alcune cavità presenti in zona.

I due edifici sgomberati sono monitorati dai primi giorni per verificare se si verificano eventuali movimenti mediante fessurimetri da cedimento, così come l’area limitrofa.

I lavori per il recupero del mezzo dalla voragine di via San Mauro sono praticamente completati, nei prossimi giorni il camion sarà trasportato nel deposito della soc. Casoria Ambiente, al momento è “parcheggiato” all’imbocco di via Cardinale Maglione.

Non è stato affatto semplice effettuare il recupero dell’autocompattatore precipitato nella voragine.

Dopo una serie di verifiche preliminari, si è optato per non utilizzare delle gru, al fine di perseguire maggiori gradi di sicurezza; era possibile posizionare dei mezzi solo da via Cardinale Maglione, in quanto nella parte opposta (Largo San Mauro) nel sottosuolo sono presenti strutture ipogee che non avrebbero sopportato il peso del mezzo e degli sforzi trasmessi per recuperare il camion. Da via Cardinale Maglione, posizionare una gru sarebbe stato ancora più rischioso, nella zona limitrofa alla voragine si ha una larghezza limitata che non avrebbe consentito il posizionamento in sicurezza, ma soprattutto non era possibile avere garanzie sulla capacità di resistenza del sottosuolo ai notevoli pesi che sarebbero stati imposti. Per superare le problematiche illustrate si è scelto di progettare un sistema di tiraggio del mezzo senza l’impiego di gru, ma attraverso l’impiego di martinetti pneumatici.

L’intervento realizzato aveva lo scopo di estrarre l’autocompattatore dalla cavità mediante l’utilizzo di trefoli in acciaio e martinetti che hanno consentito di trascinarlo all’esterno della voragine.

Il sistema è costituito da 3 elementi:

  1. una trave realizzata in cemento armato;
  2. micropali con tirante interno;
  3. sistema di trefoli, martinetti, cunei e cavi in acciaio;

La trave realizzata in cemento armato è stata ancorata al suolo mediante micropali aventi una lunghezza di circa 30-35 m, tale lunghezza ha permesso di ancorare i micropali nello strato di tufo, la realizzazione dei micropali è stata particolarmente laboriosa a causa della natura degli strati di sottosuolo per il carotaggio, in molti punti è stato necessario impiegare particolari tecniche per non disperdere i materiali cementizi iniettati nelle micro cavità che si incontravano negli strati attraversati.

L’ancoraggio è stato una parte fondamentale del tirante, infatti tramite gli elementi da cui è costituito trasmette alla struttura ancorata al tufo la forza di trazione del tirante.

I micropali hanno svolto la principale funzione di assorbire la forza peso dell’autocompattatore trasmessa attraverso i trefoli in acciaio.

Sull’estradosso della trave è stato posizionato un sistema di tiranti (trefoli e cavi in acciaio) e cunei che hanno consentito il tiro dell’autocompattatore; la trave in cemento armato ha svolto la funzione di contrasto all’azione tirante.

Dopo la realizzazione della trave sono state avviate le operazioni di preparazione ed aggancio del mezzo con alcune lavorazioni eseguite nella voragine da parte di operai specializzati, e poi si è proceduto con il tiraggio del mezzo. Le lavorazioni eseguite nella voragine sono state molto utili per ridurre le azioni di contrasto dovute alla presenza dei basoli. Durante le giornate di tiraggio, molto spesso si è dovuto intervenire nella voragine per eliminare i materiali che rendevano difficile il tiraggio, che in alcuni momenti, anche con tensioni significative, indotte dai martinetti, non permettevano al mezzo di muoversi. Sono state effettuate operazioni particolarmente complesse, come lo smontaggio della trasmissione del mezzo avvenuta a metà del percorso di risalita, oppure riuscire a direzionare le ruote anteriori attraverso il tiraggio con cavi d’acciaio e riuscire a far imboccare al mezzo la parte.

Affrontare un’opera di tale rilevanza e rischio però non ha impedito, così come può accadere in ogni città del nostro sud, di avere simpatici ed a volte surreali aneddoti da raccontare.

Tra il pubblico che quotidianamente si affacciava per seguire le operazioni a Largo San Mauro si è distinto Mimì Ferrara, un intelligente e sagace vecchietto noto a molti in città, l’umarell (termine usato per definire i vecchietti che osservano i cantieri durante i lavori), che con le sue conoscenze ha dimostrato in più occasioni di essere la memoria storica nonché anima dell’Arciconfraternita locale. Il simpatico Mimì ha tenuto banco sul cantiere, anche nei momenti difficili, con ironia, una delle sue frasi infatti era “la fate difficile per darvi un tono”.

Resta alta la curiosità di scoprire cosa si cela sotto le strade della nostra città, allo stato attuale sembra non esistano piante o documenti che possano portare testimonianze o supporto in tal senso. Per ora affidiamoci ai Mimì di Casoria.  

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Ci sono due cose durature che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali (cit.). Fondiamo le prime con l'educazione ed il senso civico , mentre le ali, la speranza di un futuro migliore, si conferiscono con il buon esempio di chi in prima persona si batte per ciò in cui crede. partendo da studi classici ritengo che la scrittura sia un ottimo strumento per farlo.