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L’appello a De Luca per il piccolo Liberato

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Liberato Avitabile è un bambino speciale che proprio in questi giorni ha compiuto 12 anni. Lo scorso dicembre una delle commissioni mediche dell’ ASL Napoli 2 Nord ha declassato il piccolo paziente dal terzo al secondo livello di cure. Nonostante gli sia stato nuovamente riconosciuto lo stato di diversamente abile con tracheotomia, gli sia stato riconfermato lo stato patologico di portatore di p.e.g. ciò non è bastato ad evitare questa decisione azzardata e per certi versi disumana della stessa ASL. Un declassamento che secondo il verdetto dei sanitari comporterebbe solo sulla carta una sorta di miglioramento delle condizioni dello stato patologico del 12enne e quindi di conseguenza il passaggio dallo stato di gravissimo ‘3°livello’ a quello di grave ‘2°livello’.

“Liberato negli anni si è aggravato tantissimo, ha una grave scoliosi che gli comprime sul polmone destro e lo fa respirare a fatica e l’organismo produce tantissime secrezioni ed ha bisogno di essere aspirato di continuo. Liberato il sollievo maggiore alla sofferenza lo trova facendo terapia respiratoria” – ha affermato Anna Combatti, la  mamma del dodicenne al quale gli è stata definitivamente interrotta senza alcun tipo di preavviso da parte dei dirigenti Asl oltre alla terapia respiratoria, pure quella motoria.

“Mio figlio è stato letteralmente abbandonato a se stesso. Liberato è stato letteralmente scaricato e lasciato solo nella sua sofferenza da quelle stesse persone che avrebbero dovuto invece alleviare e tutelarne lo stato di salute. I responsabili delle cure domiciliari si sono letteralmente lavati le mani. Questi stanno facendo una sorta di scaricabarile e chi ne sta pagando le conseguenze è Liberato. Vi dovete vergognare” – ha concluso la madre.

Della vicenda del piccolo Liberato si sono occupate le istituzioni compreso il Comune di Casoria, attraverso il sindaco Raffaele Bene. Tuttavia l’interessamento del primo cittadino non ha per ora sortito nessun effetto sulla assurda decisione presa dall’Asl.

Che si tratti di superficialità nella valutazione o semplicemente di un azzardata manovra di riequilibrio di budget di risorse della spesa sanitaria, a pagarne il prezzo è Liberato e sua madre che da mesi stanno vivendo un calvario. È importante richiamare tutti alle proprie responsabilità professionali oltre che umane, nonché ricordare il giuramento di Ippocrate con i suoi principi e raccomandazioni che vanno a costituire una sorta di valigetta che il medico deve avere sempre con sé da custodire e da rileggere nel momento del bisogno.

Anche la Lega ha raccolto l’appello di Anna Combatti, la mamma di Liberato e  ha inviato un comunicato al Presidente della Giunta Regionale della Campania Vincenzo De Luca affinché venga effettuata una revisione del livello delle cure dello stesso paziente dopo che seppur in assenza di miglioramenti l’ ASL ha declassato i trattamenti in precedenza assegnati dal 27 novembre 2017 con cure domiciliari di II livello, con nota del 5 ottobre 2020. Come si può leggere nella nota “si tratta di una decisione incauta che ha privato il ragazzo dell’indispensabile assistenza di infermieri e fisioterapisti. Tanto la scienza quanto la coscienza chiedono di tornare con urgenza su tale decisione, prima che lo imponga un tribunale, al quale il legale della famiglia ha già anticipato di voler ricorrere”.