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“Una lacrima sul viso” – Premio HumanitArs: intervista agli ideatori del Galà benefico per l’Africa

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12939533_10209652470577939_1621616821_nLa cultura unisce arte e solidarietà attraverso il teatro. Credendo fortemente in questa alchimia, il regista e fotografo Arturo Favella, in collaborazione con Bruno Di Palo, Delegato del Teatro Pubblico Campano e Presidente dell’Associazione Mentinmovimento, oltre che direttore artistico dell’evento, ha ideato il Galà benefico ‘Una lacrima sul viso’. Domenica 10 Aprile 2016, alle ore 18.30 il Teatro De Rosa di Frattamaggiore diventerà scenario di solidarietà ed ospiterà la signora Laura Efrikian, sostenendo il suo progetto ‘Laura for Africa’, diffuso in Kenya dal 1994. La famosa attrice, icona di film e “musicarelli” degli anni ’60, lavora da tempo a sostegno degli orfani del posto e si prodiga per costruire pozzi, sfamare e assicurare condizioni di vivibilità migliore agli abitanti.

In sinergia di intenti con il regista Arturo Favella, la compagnia teatrale ‘HacunamatActors’ (da hacunamatata che letteralmente significa “vivi senza pensiero”), porterà in scena una commedia musicale ispirata ai fantastici anni ’60, riadattata dall’omonimo testo cinematografico interpretato nel 1964 dalla stessa Laura Efrikian, che sarà presente in sala e racconterà della sua mission umanitaria in Africa, dialogando con il pubblico sulle condizioni di vita dei bambini dell’orfanotrofio ‘Asante Sana Children’s home Mambrui’ in Kenia, diretto da Piera Chiodi. Allo spettacolo, presentato da Giuseppe Libertino e Ralph Stringile e animato dalla scuola di ballo Vuolveras Club Accademy, sarà associata la prima edizione del Premio HumanitArs, creato per insignire personaggi che attraverso la propria arte musicale, cinematografica, teatrale e di arti visive, hanno diffuso valori e messaggi portanti per l’edificazione dell’essere umano. Al termine della rappresentazione riceveranno il premio artisti quali: Audio2, musicisti e compositori italiani; Enzo Campagnoli, musicista e Direttore d’orchestra; Domenico Sepe, scultore; Daniele Zanfardino, tenore; Stefano Gargiulo, compositore e musicista; gli attori Antonio Casagrande cui verrà conferito un Premio alla Carriera, Ernesto Lama, Francesco Procopio, Corrado Taranto, oltre ad altri volti noti.

Arturo Favella, lei è l’ ideatore del Galà di beneficenza ‘Una lacrima sul viso’. Da cosa è nata l’ispirazione per intraprendere un simile progetto benefico?

Ho conosciuto la signora Efrikian in occasione di un incontro benefico avvenuto un anno fa. Laura presentava un libro scritto da lei e la storia raccontata sul suo operato in Africa mi ha catturato. Il lavoro umanitario che pratica in Kenia è grande. Nonostante la signora Efrikian sia un’icona del cinema degli anni ’60, pur potendo cavalcare l’onda del successo meritato ottenuto negli anni, mi ha colpito che abbia scelto di non dedicarsi alla mondanità, ma al prossimo. Viaggia di continuo in Africa, continente che vive di urgenze vitali. Da qui l’idea di sostenerla nel suo progetto ‘Laura for Africa’, che mi ha letteralmente conquistato.

Come nasce la commedia musicale ‘Una lacrima sul viso’?

Cercavo uno spettacolo da poter inserire in un Galà benefico e mi è venuta in mente la pellicola ‘Una lacrima sul viso’, cui sono legato fin da bambino. Il caso ha voluto che conoscessi l’attrice Laura Efrikian che fu allora la protagonista del film e ho scelto di realizzare due miei desideri contemporaneamente, riadattando a teatro un testo cinematografico da me amato, con la presenza dell’attrice che lo realizzò e a scopo benefico. Nella commedia si palesano i valori autentici della famiglia tradizionale napoletana, che a mio avviso sono intramontabili.

‘Una lacrima sul viso’ è l’emblema dei mitici anni ’60. Cosa ha rappresentato per lei quell’epoca?

Gli anni ’60 raccontati nel nostro spettacolo porteranno in scena il romanticismo di quell’epoca, che trapelava dalla musica, dalle canzoni, espressione pura dei sentimenti che dovremmo perseguire anche oggi.  Erano gli anni della rinascita per l’Italia devastata in precedenza dalla guerra, che si ricostruì nello sviluppo economico e artistico, diventando una primavera di sentimenti ed azioni che avrebbero segnato in bene la nostra società. Sapere che i miei genitori si sono conosciuti in quel periodo, mi riempie di gioia. 

Per lo spettacolo è stato creato anche un premio, l’HumanitArs che spetterà a volti noti dello spettacolo. A quali fini ha scelto di affiancarlo alla commedia musicale?

L’intento è quello di diffondere il concetto che l’arte in tutte le sue manifestazioni ha e deve avere una funzione sociale. Sui nostri territori ci sono tanti personaggi benemeriti che nella vita privata e attraverso il proprio percorso artistico, si occupano di solidarietà. Sono felice di premiare tutti i volti noti che hanno scelto di aderire al Galà con gioia. Sono persone speciali, prima che personaggi famosi. La differenza la fa il loro cuore! Antonio Casagrande riceverà il Premio alla carriera. E’ un Maestro del teatro. Accanto ad Eduardo De Filippo per anni ha rappresentato a teatro i drammi e i valori della vita. Il Premio HumanitArs intende sensibilizzare il pubblico alle cause umanitarie, alla cura del prossimo, oltre che alla conoscenza dell’arte della prosa.

Bruno Di Palo, nello spettacolo si riproporrà l’atmosfera dei musicarelli cinematografici. Cosa dovrà aspettarsi il pubblico da questo revival?

Gli anni ’60 rappresentano l’inizio della rivoluzione musicale, sociale e del benessere del vissuto quotidiano del nostro Paese. Lo spettacolo racconta lo spaccato di vita dei tempi di chi oggi è un adulto: gli “urlatori” facevano storcere il naso ad una generazione abituta a melodie più contenute. La musica di quegli anni fece breccia nei giovani, tanto da diventare protagonista dei musicarelli, genere cinematografico in voga all’epoca. Riproporre oggi una rivisitazione di quegli anni, vuole essere un grido di speranza, perchè quel benessere e quella gioia di vivere possa ritornare nella sua interezza.

Lei è delegato del Teatro Pubblico Campano e Presidente dell’Associazione Mentinmovimento, cosa l’ha spinta ad aderire ad un progetto sociale prima che artistico?

Per l’Associazione Mentinmovimento, affiancare nell’organizzazione la manifestazione di solidarietà ‘Una lacrima sul viso’ – Premio HumanitArs, significa confermare e perseguire la propria mission: fare teatro sociale. L’intento è specificato nel nostro stesso statuto associativo. L’oggetto primario di Mentinmovimento è il teatro che assume funzione sociale in tutte le sue svariate forme, con unico scopo solidale. Il teatro è un incubatore sociale, il linguaggio più immediato e fruibile che mette in comunicazione tante diversità etniche, culturali, creando aggregazione. Sulle tavole da palcoscenico si vivono esperienze di vita che danno consapevolezza di far parte di un insieme che tende la mano alla vita e offre un sorriso a chi ne ha bisogno. A teatro tanto si dà, ma si riceve altrettanto, in una sinergia che è l’aspetto più puro e bello del genere umano, perciò buon teatro a tutti!