Il Borgo Creativo “La Casa di fiore”  in collaborazione con il maestro Domenico D’ Alise,  7 volte campione d’Italia, 2 volte campione d’ Europa, vice campione del mondo,medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 ed oggi Commissario Tecnico Taekwondo settore combattimenti, presentano sabato 22 aprile alle ore 17.30 presso la Galleria Marconi a Casoria, un importante momento di conoscenza e sensibilizzazione circa la valenza educativa delle Arti marziali e del Taekwondo in particolare e la loro fondamentale importanza in un contesto che miri al superamento di atteggiamenti tipici del bullismo che sempre più tendono a diffondersi tra i bambini e gli adolescenti, grazie alla presenza degli altleti del Centro Azzurro Casoria e del Centro Azzurro Afragola, gestiti dal Maestro, che ci offriranno reale dimostrazione di un allenamento tipo.

La Casa di Fiore nasce come progetto che intende offrire a tutti i bambini esperienze ludiche che mirino a stimolare e offrire situazioni di sperimentazione delle proprie capacità, ponendoli come protagonisti al centro della propria esperienza personale e di relazione con gli altri. Alla base di ciò, la necessità di realizzare un progetto didattico ed educativo che servendosi dei vari laboratori ed attività, porrebbe sempre e comunque al centro di questo strumento operativo l’educazione , il rispetto delle diversità, l’educazione alla cittadinanza e la cultura civica, la conoscenza del territorio e la partecipazione attiva alla vita sociale. Da queste premesse l’idea di congiungere l’esperienza e la professionalità proposte e cortesemente messe a disposizione del nostro territorio dal maestro D’ Alise per offrire una più ampia visone del concetto stesso di educazione  e Taekwondo insieme, come possibile strategia contro la divulgazione ed il contrasto del bullismo.

Quando si impara un’arte marziale, una regola è chiara fin dall’inizio: le tecniche apprese verranno utilizzate per difendersi, e mai per aggredire. Ma la potenza degli insegnamenti racchiusi nelle principali tecniche tradizionali va addirittura oltre questo concetto. Una scuola di arti marziali è una scuola di non-violenza. A prima vista questo concetto può apparire contraddittorio: come può una disciplina che insegna a colpire o a mettere al tappeto l’ avversario favorire la non-violenza? La non-violenza ha come condizione irrinunciabile la capacità di battersi. Grazie alle arti marziali un bambino o un adolescente può davvero imparare a sottrarsi alle provocazioni dei bulli. E questo perché prima di riuscire ad applicare una qualsivoglia matura forma di resistenza «passiva», è necessario costruire una incrollabile fiducia nelle proprie capacitá. Le discipline come le arti marziali permettono al praticante di rinforzare non solo il corpo, ma anche la mente. Le arti marziali insegnano il silenzio, la dignità, l’ubbidienza, il rispetto nei confronti dei compagni, del maestro e del mondo. Insegnano a muovere il corpo e a sopportarne l’immobilità. Senza rispetto nei confronti della disciplina, del maestro e del luogo, non c’è evoluzione possibile. Dal rispetto scaturisce naturalmente la gratitudine per gli insegnamenti ricevuti. La gratitudine: un valore quasi dimenticato nella nostra società, e un ragazzo capace di provare rispetto, umiltà e gratitudine andrà sempre incontro alla vita a testa alta. Saprà rispettare gli altri e farsi rispettare, e difficilmente diventerà un bullo. O una vittima. Le arti marziali tradizionali possono offrire ad ogni praticante un percorso di crescita psicologica ed emotiva che, con il tempo, tende ad integrare i vari aspetti del sé e a favorire uno sviluppo armonico della persona. Bisogna quindi focalizzare la forte valenza educativa delle Arti Marziali tradizionali. ll confronto infatti non è mai solo fisico: attraverso il corpo esprimiamo, comunichiamo ed educhiamo anche il livello intrapsichico. Il modo di muoversi e di camminare, la gestualità, l’irruenza o la lentezza di un corpo fanno trasparire aspetti differenti di personalità diverse; vengono espresse emozioni e si manifestano stati d’animo spesso taciuti. Vediamo l’altro che ci vede a sua volta, ed insieme impariamo a guardarci per come siamo davvero.

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