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La Tradizione gastronomica Cilentana fra marketing e cooperazione

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Da anni trascorro le mie vacanze nel Cilento ed è tradizione nel periodo di ferragosto andare a cena fuori. Oggi ci sono ottimi ristoranti, ma la scelta è obbligata perché qui impera la “dieta mediterranea”, (ed aggiungo io, grazie a Dio) anche se c’è voluto un americano, Ancel Keys, a scoprirla e ad adottarla come emblema della corretta alimentazione.  Inoltre, grazie ad Angelo Vassallo, che fu presidente della Comunità del Parco Nazionale del Cilento, la “Dieta mediterranea” viene considerata patrimonio dell’UNESCO.

Dunque senz’ombra di dubbio si può affermare che il Cilento è la patria della dieta mediterranea la quale ha creato anche la fortuna di questo paese, costituendo ipso facto una strategia di marketing territoriale che ha fatto da leva allo sviluppo socio economico.

Tutto ciò mi è stato chiaro quando mi sono recata al ristorante-laboratorio “Il Frantoio”, sito in località Stella Cilento, poco distante dal Parco Nazionale.

Pertanto, spinta dalla curiosità ho chiesto a Serena, coordinatrice del personale del ristorante, alcune informazioni sul Frantoio. Nonostante la folla dei clienti che in continuazione arrivavano, Serena è stata ben contenta di rispondere ad alcune mie domande. Mi ha riferito che il Frantoio fa parte della cooperativa Nuovo Cilento, essa conta circa 370 soci ed è una delle più grandi in Italia, il presidente è il Prof. Giuseppe Cilento, amico del compianto Angelo Vassallo, ( il sindaco pescatore che ha combattuto la corruzione e l’abusivismo edilizio. Assassinato nel 2010).

La cooperativa nasce dall’esperienza dell’Agri Fest, circa quarant’anni fa e costituisce un’opportunità di lavoro soprattutto per i giovani che fortunatamente non sono più costretti ad emigrare.  Serena, ci tiene a precisare ciò, poichè costituisce un punto di orgoglio, considerando che questa è stata sempre terra di emigrazione verso l’America e negli anni del boom economico principalmente in Germania.

E se si va ancora più a ritroso nella storia viene spontaneo pensare al racconto di Carlo Levi, “Cristo si è fermato ad Eboli”, un romanzo denuncia sulla condizione del sud arretrato e dimenticato. Un Sud stregonesco, magico, così lo definiva Italo Calvino (nella sua recensione al romanzo) .

Certo è rimasta “la magia” di questi splendidi luoghi che stregano l’anima e i sensi come il teatro greco di Velia, ove si può assistere in uno scenario davvero magico ,con una luna immensa che illumina il paesaggio circostante a rappresentazioni teatrali quali la Medea o l’Odissea, oppure ascoltare aspettando l’alba sul porto di Acciaroli, la lettura del famoso romanzo di Ernest Hemingway, “Il vecchio e il mare” che si racconta sia stato ispirato proprio da questi luoghi , ove per un periodo lo scrittore ha soggiornato.

Una meta obbligata poi è anche Cannicchio , Pollica ed i tanti borghi circostanti ove si ricorda il passaggio dei garibaldini.  Infatti al convento di San Francesco, di Pollica, c’è un museo in cui sono esposte le divise dei garibaldini, a Cannicchio invece ci sono due deliziose chiesette risalenti al 1500.

Oggi dunque la Storia, finalmente ha fatto giustizia di tanti stereotipi e pregiudizi, attualmente laboriosità, professionalità, imprenditorialità sono solide realtà che connotano il Nuovo Cilento, così come i tanti paesi che vengono dopo la famosa Eboli di Primo Levi (basti pensare a Matera, capitale della cultura 2019).

Ecco, non resta altro che invitare i lettori a visitare i paesi a sud di EBOLI, ed a sostare per il pranzo in ristoranti come il Frantoio che ha ricevuto ampi consensi , riconoscimenti e certificazioni di qualità (da TripAdvisor, dalla guida gastronomica dell’Espresso, ecc.), com’è possibile rilevare attraverso il sito della cooperativa Nuovo Cilento e dalla pagina facebook dedicata.

Inoltre sul sito web –www.nuovocilento.it- vengono illustrate fra l’altro le tante interessanti proposte che spaziano dai laboratori didattici per i ragazzi alle iniziative letterarie e culturali in genere, esperienze queste che rendono le vacanze un ‘occasione di arricchimento culturale e spirituale e non un tempo di alienazione da villaggio globale del Grande Fratello.

 

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Sono laureata in sociologia e scienze religiose. Sposata con Rino ho due figlie, Marianita psicologa e attrice, Anna universitaria, poi ci sono in famiglia anche Brando e Luki due cani che ormai sono considerati a tutti gli effetti componenti del nostro nucleo familiare ed una coppia di merli che da anni occupano abusivamente il mio giardino. Sono la responsabile URP del D. S.43 di Casoria. Oltre al lavoro e alla famiglia a cui dedico la maggior parte del mio tempo, faccio volontariato nel doposcuola parrocchiale. Amo leggere fin da quando ero bambina, la mia autrice preferita è Elsa Morante, ma anche Umberto Eco non mi è indifferente. Non vorrei però tralasciare Manzoni, di cui fin dalle scuole medie sono stata fans appassionata, anche negli anni caldi della contestazione, in cui veniva considerato antiquato e superato da tutti i miei amici. Tra i poeti ,preferisco Eugenio Montale ed Orazio. Questa in breve sono io.